Corpi contumaci

Il problema del corpo nella filosofia yoga, ricorda un po’ i rapporti che spesso si intrecciano tramite internet, sui blog, nei forum o nelle chat. Quasi sempre si fa strada l’idea che la gente incontrata nel mondo virtuale sia molto più disponibile nelle relazioni interpersonali. L’assenza del corpo nei rapporti virtuali elude tutti quei problemi legati non solo al corpo in sè,  quanto all’idea di possedere un corpo. Non si tratta soltanto di una buona dose di fantasia che ci aiuta a marginalizzare i problemi di convivenza con il nostro corpo. Non soltanto un gioco di consapevole  e momentanea sublimazione del proprio sè. C’è dell’altro.

Nella visione yoga dell’esistenza, l’individuo è parte del cosmo ed il suo corpo è la sede del passaggio di quell’energia cosmica che gli consente di vivere. Un equilibrio tra corpo e spirito, tra interno ed esterno – semplifico -, da governare in eterno, soprattutto attraverso l’educazione di quelle sensibilità già presenti nell’individuo e mortificate dalla cultura occidentale.

Ne discende che la civiltà occidentale, avendo sviluppato della mente il calcolo, per una teoria razionale della conoscenza, ha inibito altre facoltà di relazione fra l’individuo ed il mondo, fra il corpo ed il cosmo, fra corpo e corpo. Tutti i mali e le sofferenze devono essere attribuiti ad un motivo razionale, quasi sempre sede in un corpo (di una persona o di un oggetto). I disturbi fisici hanno sede nel nostro corpo, in un organo preciso e lì si cerca di curarli. Quelli mentali o psicologici sono spesso localizzati in altri corpi (il corpo dei genitori o nel rapporto tra i corpi genitori/figli, per tutta la categoria di sofferenza discendente da vissuti edipici alterati. Questi vanno dalla nevrosi nelle sue innumerevoli manifestazioni, ai disturbi del comportamento e relazionali, alla psicosi). Cosicché l’assenza del corpo – sia pure momentanea, involontaria e fantasmatica, proietta un’immagine di sè irreale. Non è soltanto proiezione all’esterno di questa irrealtà ma esperienza diretta di chi la produce e di chi la intercetta. 

La relazione diventa un gioco senza corpi, abbandono di pesi e sofferenze, proiezioni di desiderio. 

In questo senso l’altro virtuale è un "altro" molto diverso, così come è particolare l’incontro virtuale (forse mai avremmo incontrato nella realtà una persona conosciuta su internet). 
L’assenza del corpo rende più leggero il desiderio senza il suo contrappeso naturale, appunto il corpo. Esso va  inteso anche come limite, metafora della realtà. Lo scambio avviene fra desideri senza corpi ed in questo senso c’è meno attrito nella relazione. Non ci sono "corpi" da mantenere in vita, obblighi da soddisfare in rapporto ad un corpo/limite fisico. La relazione si dispiega sulla deterrenza dei desideri uno sull’altro, su modelli di tacito accordo stabiliti e rimodellati mano a mano che la relazione cresce. Lo scambio è fra alimenti per desideri solitamente limitati alle parole giocate  – scritte o dette per via fonica (a volte accompagnate da immagini). . 

A parte queste considerazioni, ciò che mi pare di particolare rilievo, sta nelle emozioni. Il corpo sembra non essere indispensabile per gioire, soffrire, godere di particolari condizioni nello scambio fra desideri. A volte relazioni possono crescere e maturare senza che mai i corpi delle persone coinvolte si siano incontrati, guardati, toccati, annusati. Nascono e muoiono relazioni interpersonali di diversa intensità emotiva senza un incontro corporeo. Più spesso capita invece che gli incontri siano sporadici rispetto a relazioni frequentate molto più virtualmente.

Naturalmente, i desideri possono contrapporsi ferocemente  ed i sentimenti diventare negativi. Ci si può amare su internet ma anche odiare profondamente. Forme di attrazione e di ripulsa e corpi contumaci.

Una conseguenza è sempre più evidente con l’affinarsi della tecnologia: la dilatazione della distanza tra gli interessi della persona ed il suo corpo.

Siamo sempre un po’ altrove.

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4 risposte a Corpi contumaci

  1. diLumeriflesso ha detto:

    Questa la stampo e la appendo. Hai dato risposta a una domanda che mi pongo da anni. Per quanto abbia riflettuto, da sola o in compagnia, non avevo mai capito. Grazie!

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  2. Amicia ha detto:

    ottime considerazioni. è la risposta al mio post di ieri.
    Ciao

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  3. scheggia236 ha detto:

    è per controllare emtrambi separtamente anzichè lasciarci essere liberamente che ci hanno costretto a credere che il corpo e mente sono separati?

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  4. nomefalso ha detto:

    bella domanda

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