Il viaggio

dammi la  mano
entra in questa poesia
tra rime bastarde
sentirai, lieve  nostalgia

parole silenziose
sopra seni  bianchi
e metafore sottili
legacci, attorno ai fianchi

spogliati
dai sogni antichi, dalle speranze
d’ogni abito consumato
dal tempo, in certe  grige stanze

brucia i  ricordi
come lo zingaro la casa
emozioni malate

la memoria è un inganno
nutrita dal sangue
di libertà che uccide

barca vuota, voglio vederti
naufragare  in grandi passioni
inattese, minacciose
scogli di notte, contro pietose ragioni

tu lo  senti, l’ansimare
di questi versi
stradine dell’ignoto
tènere paure, vicoli persi

volteggiare di risacca
tu rinasci, negli appuntiti echi

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Una risposta a Il viaggio

  1. diLumeriflesso ha detto:

    Molto belli e intensi questi versi!
    Belli i vicoli, mi ricordano la mia città, anche se credo facciano parte della tua 🙂

    Mi piace

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