La casa della sgualdrina – Oscar Wilde

Quando avvertimmo il ritmo dei piedi danzanti,
bighellonando per la via illuminata dalla luna,
ci fermammo sotto la casa della sgualdrina.
All’interno, fra gli schiamazzi e le beghe,
udimmo i musicisti suonare possenti
il "Treues Liebes Herz" di Strauss.
Come strane creature, grottesche e meccaniche,
intente a creare fantastici arabeschi,
le loro ombre si muovevano dietro le tende.
Ci trattenemmo a guardare i ballerini spettrali
che volteggiavano al suono del corno e del violino,
come fossero foglie nere vorticanti nel vento.
Simili a degli automi manovrati da fili,
gli scheletri, dall’esile profilo,
avanzavano tra la lenta quadriglia.
A un tratto, presisi tutti per mano,
cominciarono a ballare una magnifica sarabanda,
facendo echeggiare le loro risa stridule.
A volte, un fantoccio automatico stringeva
un amante fantasma al suo seno;
talvolta pareva cercassero pure di cantare.
A volte, un’orribile marionetta
usciva fuori per fumare una sigaretta,
e rimaneva sui gradini come fosse viva.
Poi, rivolgendomi al mio amore, dissi,
" I morti stanno danzando con la morte,
e la polvere sta prillando con la polvere. "
Ma lei, udito il suono del violino,
si scostò da me e entrò nella casa:
Amore era entrata nella casa della voluttà.
Improvvisamente la musica si smorzò,
i ballerini smisero di danzare il valzer,
le ombre smisero di volteggiare e roteare.
Lungo la strada ampia e silente,
l’alba, calzando sandali d’argento,
si dileguava come una fanciulla impaurita.

(Traduzione di Fabrizio Ara)

___________________________

Scrivo all’alba, forse non a caso, e tento il percorso a ritroso nel testo.

Quest’incontro tra amore e libera passione sembra impossibile. Difficile dire cosa sia l’amore, chi sia Amore. Mi arriva come un lampo la favola di Apuleio, "Amore e Psiche", un rapimento, una rupe, una grotta, passione sottratta alla morte.

Più facile vivere passioni o  raccontarle?. Trasgressione e passione sembrano inscindibili nel testo. L’anima cede al corpo la guida ed in quel momento   la morale si fa occhio, sguardo severo. E racconta la passione mortifera. Faticoso, quasi impossibile,  liberarsi da un’angoscia secolare, forse coeva allo stesso uomo.

Eros e thanatos, , ricchezza della natura umana, corpo unico indivisibile, umiliato dal taglio profondo e sanguinolento inferto dalla  morale, dalla ragione.

 D’altra parte sembra difficile perdersi nel gioco senza il peso di quello sguardo. Trasgressione sembra trovarne alimento vitale. Tutto va consumato in penombra, dietro veli sottili,  non al buio. Uno spiraglio di luce è necessario, l’occhio morale deve penetrare, pena l’assenza di  scena e perdita di senso di Trasgressione.  Essa vive nel cono di luce tenue e sa d’essere spiata ma sa anche che la penombra è il regno del dubbio. Tutto resta irrisolto e per questo possibile, tollerato, ammesso.

 Trasgressione ciabatta in fuga  all’alba. La luce  è  cemento,  certezza, dove la morale  abbandona il dubbio,  smette di osservare e si fa legge implacabile.  E’ thanatos.

Credo sia qui il cruccio e il dilemma  di un’intima ricerca : non sottrarsi ma lasciarsi cogliere in penombra da quello sguardo. Un  accordo fra luce e buio. O restare  in eterno immobili dentro il suo  cono abbagliante. O il buio della morte.

Penso al mondo animale dove amore, passione e morale convivono in un’unica dimensione. Istinto, densità compatta ed inscindibile, necessità di natura. L’uomo compare come frutto d’una scomposizione forzosa, parto cruento e violento,  immaturo.

 E penso a Baudelaire, Correspondences…

Charles Baudelaire –

E’ un tempio la Natura ove viventi
pilastri a volte confuse parole
mandano fuori; la attraversa l’uomo
tra foreste di simboli dagli occhi
familiari. I profumi e i colori
e i suoni si rispondono come echi
lunghi che di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.

Esistono profumi freschi come
carni di bimbo, dolci come gli òboi,
e verdi come praterie; e degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
l’espansione propria alle infinite
cose, come l’incenso, l’ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell’anima i lunghi rapimenti.

( "Correspondences" – Les Fleurs Du Mal, 1857)

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Una risposta a La casa della sgualdrina – Oscar Wilde

  1. Amicia ha detto:

    amore, passione e trasgressione possono convivere per poco poi generalmente l’amore si allontana e si nasconde insieme al rimpianto e alla nostalgia.

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