Il temporale

E se ci sei  l’inverno è amico
sulla panca marrone seduti
col naso alla vetrata
un cielo trafitto da lampi improvvisi
e tuoni strozzati
lontani
e castagne odorose al fuoco

su in collina i ricordi volteggiano  nel valzer smozzicato
e poi  giù
sgocciolanti dalla  grondaia

vapore d’incenso serpeggia nelle stanze in penombra
chiama immagini di chiese vuote e sacrestie ordinate
e punizioni

oratorio e refettorio


cortile dei cento palloni, dei mille bambini
le partite incrociate nel groviglio di gambe nude
le parolacce a mezzabocca e croste sulle ginocchia
che don Mario accarezzava senza ritegno

e ancora sacrestia e strani giochi
e buio e nascondigli
e le tue lacrime spiate
ed i mie occhi   non credevano
alle mani di  quel porco
spinte
fin dentro l’indecenza

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Una risposta a Il temporale

  1. dollyboop ha detto:

    …chi vuol capir capisca…l’indecenza della violenza…

    Mi piace

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