Napolitano e sua Santità nell’Italia a democrazia limitata.

Vanno accadendo cose strane in questa Italia. Fino a qualche lustro  fa le festività segnavano l’ansia dell’acquisto, l’indecisione sul regalo da scegliere fra le tante opportunità, i gusti propri, le esigenze di amici e parenti. Oggi ci si perde nell’elenco delle rinunce, fra ciò di cui fare a meno, nel  superfluo da evitare con  l’ansia di necessità primarie a premere, nonostante la tredicesima. Fin qui la razionalità è ancora guida ineluttabile, soccorre. Ma la confusione attanaglia proprio sul finire  d’anno, quando si pensava d’averlo sbarcato in qualche modo. La confusione è grande quando non si comprende bene se il messaggio augurale  del capo dello Stato sia la copia di quello del Papa o viceversa. Ci si perde come bambini imbrogliati da cinici  giochi adulti,  se i punti di riferimento istituzionali e religiosi si confondono in una pericolosissima unità. Come se padre  e madre adottivi,  più che scambiarsi i ruoli per la loro dichiarata omosessualità,  si fondessero nell’unicità, dentro un immaginario senza poli. Chiesa e Stato all’unisono dicono della famiglia il caposaldo della pace. Pochi giorni prima  la relazione annuale del Censis (cfr. pag. 14 rapporto Censis 2007) avvertiva dell’aumento della violenza infrafamiliare, su donne e bambini. E quindi mentre si mente spudoratamente, per Stato e Chiesa  tutto ciò che non è famiglia propende alla violenza. Come se la maggior parte dei criminali arrivassero a delinquere perché   bambini adottati da coppie gay. Siamo al ridicolo.

Naturalmente tutta la stampa segue la diatriba come gregge ordinato, E passa fuori notizia ciò che si trama a danno dei cittadini, l’attacco al "bene comune"  concentrico (destra, sinistra, mondo economico, chiesa) e pericolosissimo. Si prepara attraverso la "liquefazione"  dello Stato e dell’Ente pubblico territoriale (comune, provincia regione) che avrà sempre meno beni da gestire (trasferiti progressivamente al privato). Per questa ragione Lanzillotta&C. preparano  lo strumento normativo ed il potere decisionale funzionale a questo progetto di trasferimento al privato. Una rivoluzione della pubblica amministrazione che prevede  centri decisionali come le  "città metropolitane"  (dove prima decidevano 100 consiglieri comunali ne basteranno 10) che risucchiano e sommano in sè poteri di altri Enti (Province, circoscrizioni, ecc) . Enti snelli, decisionisti e con vasta competenza territoriale e di merito. Centri che dovranno decidere in materia di trasporti, energia, istruzione, acqua, sanità. All’Ente  Regione resterà sì e no la funzione di controllo. L’idea è quella dello "Stato leggero" – così tanto funzionale alla circolazione del capitale nel mercato globale – introdotta da Bassanini e curata ora dalla sua consorte Lanzillotta. Il PD rappresenta  la prima e propedeutica riforma politica per realizzare quel disegno scellerato. Qui in Puglia, in terra di Bari,  il "piano strategico" ne è il braccio operativo locale. Più che altro, bisogna chiedersi perché Michele Emiliano – sindaco di Bari –   sia stato eletto segretario del PD pugliese con il largo consenso che conosciamo. Bisogna interrogarsi anche su come e perché le persone  si avvicinano alla politica, sulla funzione della propaganda nell’azienda-partito, ed altre sottili dinamiche per la gestione del consenso che diventano sempre più simili alle strategie di marketing aziendale. La differenza, si capisce bene, sta nella particolarità del "prodotto" da piazzare e sulle conseguenze dell’imbroglio: il privato se fallisce ci rimette di suo, il partito politico spende pubbliche risorse, sia quando non vince, sia quando vince e amministra male.

 

Poi, e  per fortuna a questo punto, non si ha la capacità reale ed il talento di provvedere. Il “piano strategico” voluto da Michele Emiliano, fuori di ogni previsione programmatica presentata agli elettori in campagna elettorale,   fin’ora ha prodotto sì e no un sito web ed ha speso circa 1.000.000 di Euro. Beneficiati, prassi canonica da prima repubblica –  i consulenti, tanti  pescati fra personaggi del comitato elettorale della lista Emiliano.

Il male di questa Italia, ed in particolare della  città di Bari, sta tutto nell’epoca storica dove continua a rimanere incastrata, sia sotto il profilo economico che per  quello culturale: il feudalesimo protezionista,  consolidato dallo sforzo propagandistico straordinario e patetico  per nasconderlo.

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2 risposte a Napolitano e sua Santità nell’Italia a democrazia limitata.

  1. dollyboop ha detto:

    …un’immagine straziante di delusioni su tutti i fronti….

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  2. nomefalso ha detto:

    consoliamoci con la Ferri, qui a sinistra, clickasti?

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