Corpodiem

E’ tutto così specifico e personalizzante da sfuggire ad ogni regola generale. Tutto annoia se manca fisicità: discorsi, dissertazioni, regole  prive di esperienze dirette. E torna forte l’esigenza fisica della comunicazione, del corpo. Ma si tratta di un corpo comunicato, detto, raccontato. Un corpo che mentre dice, comunica, racconta è seduto da qualche parte e picchietta una tastiera. Falsità del corpo e  della comunicazione. E si ha bisogno d’essere concreti, positivi, fattivi, incisivi, attivi per dissimulare l’inerzia. Corpo e comunicazione che si rincorrono nella falsità, uno maschera dell’altra. Poi la sera, questo corpo inattivo, pigro, falsato, violato dalla menzogna, idolatrato nel suo valore virtuale, ha bisogno di ristoro, di recuperare il fatto, dispiegare energia, mobilità, recuperare spessore e fisicità.  E lo trovi in palestra, in quella patetica mascherata  di sè. Di falso in falso, il senso  ambiguo e poliforme della paura. Un po’ come la maschera nel teatro greco che mostra mentre nasconde.  Paura da far tacere a qualsiasi costo, paura di guardare un sè meschino ed un mondo reale. Paura di accorgersi che i presidi deputati a contenerla sono essi stessi fonte di paura. Paura dell’ignoto e conformismo a difesa. Paura della diversità sin nelle sue  irriducibili radici di natura: paura del maschio e paura della femmina convivono in  rapporti  costruiti sul sospetto. E spesso le relazioni, più che essere compromesso volontario e cosciente, hanno la forza resistente della reciproca deterrenza. Un mondo che va sempre più costruendosi sulla paura ma soprattutto sulla sua menzogna. Maschera come nascondimento ed assieme ostentazione. Simbolismo  della comunicazione al servizio della menzogna, a presentare un mondo che non c’è per nascondere l’altro,  il vero.

E così il pericolo, il massimo della devianza,  è il rom col suo corpo certo e sporco e la paura che infonde. L’esercito in città rassicura. Rassicurati, possiamo persino tollerare e continuare a farlo con la rassegnazione che sfocia  quasi in serenità se mafia e politica si spartiscono i residui, le briciole rimaste  di questa nostra Italia .

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Una risposta a Corpodiem

  1. iltrenoavapore ha detto:

    via disquised mi trovo qui.
    un saluto qui.

    mario

    Mi piace

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