Il torrone

La cinquantatreenne  Marta arriva  al ristorante  trafelata e fasciata da un paio di jeans con sottili  decorazioni argentate   sulle natiche sfiorite e sulla coscia destra.  Apre la grande vetrata saltellando sulle punte delle nike bianche e sorride sicura, sventolando la mano verso gli altri. Tutti sono  già  attorno al grande tavolo ovale , l’ultimo della sala messo di traverso. Marta siede con le spalle a tutto il resto e guarda in faccia Gino.   Torrone d’ogni dimensione e colore addobba  il tavolo come in  una grande bancarella di mercato rionale. Le mani si avvicendano e s’incrociano un po’ appiccicose per l’ansia e nella curiosità di provare ogni variazione di gusto e colore. Strano antipasto. Ma Cesare assicura che il torrone è   corroborante alimento che sposa bene la cucina indiana cui la serata è dedicata. Marta agguanta un pezzo mandorlato  bianco e incomincia a mordicchiarlo con vigore. La dentiera non delude e quel potente collante pubblicizzato con tanta enfasi in tv,   funziona bene. Morde il torrone e sorride Marta. E  con grandi gesti racconta (o disegna? ) l’episodio saliente della giornata. Gesticola come non mai. Consegnava  la  posta ai Parioli quando una ragazzina biondissima con i jeans scesi sul culo si avvicina  a saetta con la faccia schiacciata sul cellulare. Marta si blocca con le mani sui fianchi  in posizione di sfida e aspetta l’urto che arriva puntuale. La ragazza scuote il testone biondo  contro la spalla  della postina  emettendo un urlo isterico. Mentre racconta Marta ride tutto il tempo cercando nell’espressione  degli amici  segnali di qualche tipo. Ha sempre cercato negli altri quote di approvazione arrivate quasi sempre in controtempo rispetto alle attese. O addirittura mai.  Marta  non sa che quel collante per dentiere acquistato in mattinata è a base di oppio. C’è come una sensazione di pienezza nella sua bocca, a prescindere da ciò che in realtà accade sotto la lingua. Proprio mentre disegna con le mani la testa della ragazza, l’è preso un conato ilare talmente forte che il torrone azzannato dai perfetti premolari  bianchissimi segue una involontaria  traiettoria   portandosi dietro la dentiera. Tutto accade  all’insaputa di Marta che continua a ridere sentendo immanente quel senso di pienezza nella bocca . Gino è  il primo ad alzare gli occhi appena sulla sua testa  per seguire la traiettoria del mandorlato bianco addentato con cupidigia e scoppia in una fragorosa risata tanto che Marta rincara la propria, sentendosi contraccambiata e divertente.   L’atterraggio dell’oggetto  fu  morbido ma fastidioso per la signora dai capelli neri e vaporosi. Ci fu un iniziale spavento ma poi prevalse un senso di nausea  fino al pianto, quando in quel nero cespuglio la signora recuperò il torrone e tutto il resto. 

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