Da Caparezza arriva l’invito a riflettere. Le   scimmie Bonobo liberano il desiderio sessuale rendendo  la società meno violenta e  più collaborativa.  Di fronte a cibo limitato, molte  specie  animali gestiscono il  conflitto  attraverso strutture gerarchiche  e parentali,  fondate per lo più sul dominio del più forte. Le periferie sociali,   deboli ed  estranei, moriranno.  Le scimmie di Caparezza non hanno invece  dubbi:   festeggiano il dono  per quello che è, anche se poco e limitato,  tuffandosi   in una sfrenata orgia senza alcuna distinzione fra maschi  e femmine. Subito dopo dividono equamente il cibo a disposizione.

 

Freud  ritiene  la  conservazione della specie umana ordinata dal  principio della “sublimazione” dell’attività sessuale repressa in comportamenti socialmente utili. Lì individua   una  caratteristica umana   peculiare e la distanza dagli  animali. La soddisfazione sessuale non repressa finirebbe per annientare l’umanità  e promuovere, paradossalmente, l’istinto di morte a scapito della conservazione della specie. Da qui necessità di leggi e gerarchie, pur con tutte le contraddizioni insite nel rapporto tra desiderio e  repressione.

 

 

Marcuse in Eros e civiltà vi si oppone.  Egli  attaca la filosofia freudiana proprio sul punto della “sublimazione”. Ne sottolinea la perversione innaturale e la conseguente carica di aggressività e violenza negli uomini. Il grado si competitività delle società animali ed umane è direttamente proporzionato al grado di violenza (repressa o manifesta che sia)  che esse promuovono. Queste  si reggono quasi sempre sulla rigorosa divisione di genere, punendo severamente ogni tentativo di contaminazione fra mscolino e femminino. 

 

Nelle società competitive  la “Legge” appare come indispensabile strumento di regolazione  delle attività. Ma c’è un inganno che  Lacan  svela   quando  sottolinea la funzione propulsiva della trasgressione direttamente connessa    alla idea di precetto.  Lacan riporta una meditazione di San Paolo tratta dal Nuovo Testamento, Lettere di san Paolo (Rom. 7, 7-11): 

 

Che diremo dunque? Che la legge è peccato? No certamente! Però io non ho conosciuto il peccato se non per la legge, né avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non desiderare. Prendendo pertanto occasione da questo comandamento, il peccato scatenò in me ogni sorta di desideri. Senza la legge infatti il peccato è morto e io un tempo vivevo senza la legge. Ma, sopraggiunto quel comandamento, il peccato ha preso vita e io sono morto; la legge, che doveva servire per la vita, è divenuta per me motivo di morte. Il peccato infatti, prendendo occasione dal comandamento, mi ha sedotto e per mezzo di esso mi ha dato la morte.”

 

Una doppia funzione della legge quindi,   potenziamento improprio del desiderio   e repressione dell’atto istigato.

 

Dunque, gerarchie più rigide, controllo   della vita  sui  poli nascita-morte attraverso  l’accerchiamento culturale    della femmina e della   funzione riproduttiva con   leggi morali  e giuridiche. La competitività, così come la conosciamo,   sembra regolarsi sul termometro felicità-infelicità. Più l’uomo è collaborativo più è  felice e semplice. La comunicazione-propaganda diventa  strumento capace di insidiare desideri artificiali (mancanza, frustrazione,  sensazione di infelicità) per stimolare   produzione di  beni  dalla funzione sedativa . Cardine su cui ruota questa civiltà mercificata di cui andiamo  pagando i costi. La ronda nelle città diventa non  tutore ma proprietario del territorio, la femmina non debolezza da difendere     ma proprietà da conservare. Le ronde sono la premessa strutturale (gerarchica e di gruppo )  per imbrigliare il pesante disagio sociale che si acuisce assieme  alla crisi economica.  Solo un assetto  sociale collaborativo consentirebbe di pagare meno in questa crisi ed uscirne con danni limitati. Ma  scelte politiche miopi e sciagurate puntano su divisioni e rivalità, accentuano l’indole competitiva nel modo più perverso fino alla violenza.

Mentre noi staremo ancora  qui a scannarci,  loro saranno spariti col bottino

 

 

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