Donne

 

Lidana: Io posso dire una cosa: che sono stata in semilibertà per un anno e nove mesi, eppure non ho mai avuto un rapporto sessuale durante quel periodo. Perché? Perché hai un’ora e mezza tra la fine del lavoro e il rientro in istituto, non hai una casa in cui appoggiarti, non hai niente; in mezzo alla strada non l’ho mai fatto a vent’anni, figurati adesso che di anni ne ho quaranta. Non mi metto a tirare giù i pantaloni a un uomo in mezzo alla strada. Se una avesse il fidanzato o il marito, quando va in permesso a casa sua, si potrebbe anche fare, ma, nel mio caso, che non sono né sposata né fidanzata, oltretutto con gli arresti domiciliari da mia mamma durante il permesso… Cosa faccio, porto una persona che ho conosciuto chissà dove a casa di mia madre? Se almeno fossi a casa mia, da sola… farei una telefonata e direi: "Vieni a trovarmi? ti preparo qualcosa da mangiare", e da cosa nascerebbe cosa, invece in queste condizioni… proprio non ho mai scopato.

 

Ornella: (volontaria): Scopare non mi sembra un termine molto "elegante".

 

Non si può finire buttati là come due cani da accoppiamento

 

Lidana: Ma è la realtà! Cosa dovrei dire: "Fare l’amore?". Quando non sei innamorata diventa solo uno "scopare", non è che ci scappa chissà cosa. Ammettiamo che lo vuoi fare per istinto animalesco, perché sono quattro anni che non lo fai, allora non è più fare l’amore. Invece se avessi avuto un appartamento per conto mio, nonostante la semilibertà e il rientro in istituto e con qualche mezza giornata per stare in casa mia, sarebbe stato tutto diverso. Ma sia per le straniere sia per le italiane come me, che non sono qui della zona, c’è il lavoro e poi devi tornare qui dentro. Se una è mezzo suonata e lo fa in un bagno pubblico, si chiude lì in piedi… è squallido, e di squallore ne abbiamo già a sufficienza durante gli anni di carcerazione. Per cui ci vuole un po’ di criterio, non si può finire buttati là come due cani da accoppiamento.

Poi io non sono più una ragazzina, parlo per me naturalmente. C’è chi è più giovane ed ha più brio e più sprint e lo farà dove crede. Con gli anni si cambia, si ha necessità di altre cose, hai altre esigenze, hai bisogno di tranquillità e non vuoi fare le corse su e giù. Ho più piacere ad andare in un ristorante se ho un’ora e mezzo di tempo, perché ho voglia di stare in tranquillità e basta. In carcere si diventa tutti strani, ti fanno diventare strana e perdere la tua naturalezza.

 

Christine: Comunque va detto che durante la detenzione noi donne soffriamo della negazione del sesso. Parlando di me e della mia esperienza vi confesso che mi tormenta parecchio. Ad ogni carcerazione immaginavo che, come avrei messo un piede fuori, avrei commesso un’autentica violenza al primo che mi ispirasse "bene", violenza nel senso di un vero e proprio assalto fisico. Invece non è mai successo. A essere sinceri non è mai così. La realtà è che appena esci ritorni a poter scegliere e non senti più questa esagerata e alterata voglia di sesso, non ti basta più, o almeno a me non basta fare solo sesso.

Una volta ricordo che mi è successo che dopo una detenzione di due anni, durante la quale nutrivo un sacco di fantasie erotiche e molto spinte di ciò che avrei fatto appena libera, cioè, "di tutto e di più", in realtà poi non ho fatto nulla perché mi hanno arrestata dopo poco, e condannata a cinque anni di pena, e pazienza! Però, però di non avere fatto diventare realtà qualcuna delle mie fantasie a "luci rosse", questo sì, mi rodeva terribilmente. Dopo tre anni ero nei termini per il primo permesso premio, e allora mi sono organizzata proprio per benino, ho calcolato persino i punti e le virgole. Il giorno in cui sono uscita, un po’ distante dal carcere mi attendeva in macchina, per non essere visto ed eventualmente riconosciuto, un tizio del maschile che conoscevo e che era da poco tornato libero, ma era pur sempre un pregiudicato e non avrei dovuto frequentarne alcuno, giusto? Oltre a lui c’era un cugino che si metteva al posto di guida. Da Terni dovevamo andare fino a Vicenza, dove avrei trascorso i tre giorni di permesso. Per strada ci fermammo davanti ad un Motel e sinceramente percepivo un senso di pentimento, ma non fa parte del mio carattere di fare marcia indietro, così, mentre suo cugino aspettava in macchina, in una anonima stanza si è consumato un rapporto sessuale che mi ha lasciato solo tanto umiliata. Non ho più ripetuto l’esperienza. Terminata l’espiazione della mia condanna e ritornata a Bolzano, ho incontrato poi l’uomo con il quale sarei andata a convivere, ma per tre mesi non gli ho concesso di avvicinarsi troppo a me.

Il fatto è che dentro si fa presto a dire, pensare o fantasticare. Come esci, devi fare i conti con la realtà, con te stessa e quella che sei davvero. E per questo ci vuole tempo. In carcere poi si diventa tutti strani, ti fanno diventare strana e perdere la tua naturalezza.

 

Lidana: Non vi è capitato che al primo anno di carcerazione vi si è bloccato il ciclo mestruale? Quindi abbiamo davvero uno scombussolamento d’ormoni, uno sconvolgimento di tante cose. Figuriamoci, anche lì ci vengono i tabù! Solo la fantasia va oltre, ti fa immaginare che poi, fuori, farai tante cose, ma la pratica non è così.

ci abituiamo a frenarci, ad avere sotto controllo le nostre emozioni e sensazioni

 

Christine: Un altro problema poi è l’autocontrollo. In carcere ci abituiamo a frenarci, ad avere sotto controllo le nostre emozioni e sensazioni, anzi, spesso a non farle neppure trasparire, quindi prima di intraprendere una relazione ed avere un rapporto intimo c’è da valutare pure questo, gli effetti di anni di spaventoso autocontrollo. È per questo che quasi quasi preferirei poi iniziare una storia con uno "alla pari", cioè un uomo con alle spalle anche lui un’esperienza di carcere.

 

Elena: Per quel che mi riguarda, sceglierei comunque di condividere un’esperienza, che può essere solo di attrazione sessuale o anche di innamoramento, con una persona che ha vissuto i miei stessi problemi, piuttosto che avvicinarmi a persone estranee alla galera. Sarà un mio complesso, ma io faccio fatica ad iniziare un rapporto con persone che non abbiano avuto come me problemi con la giustizia.

non aspetterò dei mesi prima di avere una relazione, no, io farò presto

 

Veronika: Io non sono mai stata in galera prima, però penso che non aspetterò dei mesi prima di avere una relazione, no, io farò presto, non aspetterò mesi.

 

Christine: Allora vai con il primo che ti capita?

Veronika: Ma no, c’è già uno che mi aspetta, uno che conosco da prima, e con cui ora mi scrivo.

 

Lidana: Comunque questa cosa che ha detto Elena è brutta, il fatto che ti trovi bene solo con una persona che ha avuto la tua stessa esperienza di carcerazione. A me non sta bene, piuttosto sto da sola.

 

Christine: Quante di noi comunque hanno iniziato storie sentimentali in carcere per corrispondenza? Io però lo voglio conoscere anche di persona, prima di avviare un rapporto più profondo; se poi non nasce quel certo feeling anche di persona, se lo trovassi diverso da come mi ha fatto credere e non fosse all’altezza delle mie aspettative, pazienza. Ognuno per la sua strada.

per quanto riguarda "scopare" cipuò essere quello che ti attrae…e allora si fa, si fa

 

Giulia: Io penso che ci sia una distinzione tra scopare e avere dei rapporti affettivi. Per i rapporti affettivi io credo di essere una persona molto selettiva, perché uno con cui voglio avere un rapporto affettivo deve essere per forza intelligente, sennò non esiste. Invece per quanto riguarda "scopare" ci può essere quello che ti attrae, insomma, e allora si fa, si fa.

 

Ornella: Ma se è uno scemo, ti può attrarre? Non occorre avere a che fare con persone intelligenti per scopare?

 

Giulia: Ma no! Una persona che ti può attrarre a livello fisico non serve che poi abbia chissà quale grossa testa, se la cosa si risolve solo in un rapporto sessuale. Se poi scopa bene, perché no?

 

Antonietta (insegnante): Sì, ma il problema è un altro, non vi pare? Se la galera incide o no sulla sessualità!

 

Giulia: Fammi arrivare, io riconosco che ci sono comunque due livelli, ma a scopare non ho avuto problemi una volta che ero fuori.

 

Ornella: Quindi il carcere, per te almeno, non ha avuto nessun effetto da questo punto di vista?

 

Giulia: No, secondo me il carcere ha di questi effetti, ma a livello affettivo più che altro. Io credo però che la parte animale di una persona, cioè stiamo parlando di istinti, di carnalità, dunque appunto di parte animale di una persona, se prova attrazione per qualcuno, potrà essere trattenuta all’inizio, ma non avrò poi dei grossi problemi. I grossi problemi io li trovo invece a livello affettivo, questo sì. Secondo me, il fatto che rimani chiusa per tanto tempo ti ferma a livello emozionale, e questa è una cosa che riguarda la crescita di una persona, ma che per me è differente dall’esperienza carnale. A me non va di fare sesso e basta.

 

Christine: A me quello che non va è di fare sesso e basta. Io ho bisogno di sentirmi totalmente coinvolta, anima e corpo.

 

Lidana: Io quando sarò libera non credo che avrò problemi, i problemi ci sono quando non c’è il tempo, non mi sta bene di farlo così di corsa.

 

Marta: Ma se è una questione di avere poco tempo, solo un’ora, un’ora e mezza per fare sesso, questo non capita solo a chi deve rientrare in carcere dopo il lavoro, a volte è la stessa cosa fuori, quando hai un rapporto stabile con una persona ma devi ugualmente ritagliarti dei piccoli spazi e fare in fretta, rispetto alla tua famiglia, al lavoro, a tante cose che ti assorbono tutto il tempo, però lo fai, si fa lo stesso.

 

Lidana: Ma se non ho una casa, né una macchina, dove vado?

 

Giulia: Chiariamo una cosa però, adesso non facciamo tutte le puritane, che la scopata in doccia non l’abbiamo mai fatta. Se una ha veramente un desiderio e si trova con un’ora a disposizione, non mangia, ma lo fa! E non parliamo d’albergo, non ci andavamo neanche quando eravamo fuori. Mi sembra che qui dentro siamo diventate tutte che vogliamo la cameretta, le candele, insomma!

 

Ornella: No, aspetta, Giulia. Non sono d’accordo sul modo in cui la metti tu, perché secondo me il discorso di Lidana, al di là di farne una questione di un’ora, o di un’ora e mezza, è diverso. Lei parla di avere le condizioni adatte perché non diventi un fatto di fare una scopata e basta, che uno può anche fare, ma non a tutte va bene.

 

Giulia: Perché non vuoi scindere la carnalità dall’affettività, tantissime donne non la fanno la scopata e basta.

 

Ornella: Ma scusami, Giulia, tantissime donne non la fanno, la scopata e basta, e non perché non possono, ma è il disagio di cui parlava Lidana, di trovarsi a quarant’anni a dover fare delle cose che potevi fare forse quando ne avevi venti, con una testa, un’esperienza, una vita alle spalle molto diverse. Io adesso non avrei nessuna voglia di essere costretta a fare sesso di corsa, con la fretta e l’ansia.

 

Sonia: Ma c’è la privazione del carcere, quando una persona ha fatto tanti anni di galera allora in quel momento credo che possa non pensare a niente.

 

Antonietta: Però l’esperienza di Christine è opposta, lei dice che quando era in carcere non pensava che ad andare fuori e che tutto si sarebbe aperto al mondo del sesso, del desiderio represso, invece dopo ha detto che ha avuto grosse difficoltà.

 

Se sono innamorata, come faccio a non desiderare un rapporto intimo completo?

 

Christine: Sì, e lo riconfermo. In ogni modo se avessi avuto un rapporto affettivo da prima del carcere, voglio dire, ovviamente il discorso sarebbe diverso. Così pure se fossi in semilibertà con un’ora sola a disposizione, me la farei bastare, sempre se fossi innamorata, è perché "sono" innamorata che me lo faccio bastare il tempo, perché non ho alternativa. Se sono innamorata, come faccio a non desiderare un rapporto intimo completo? Così mi adeguerei alle circostanze, che vi devo dire? Ma se non avessi un legame già consolidato, mi troverei piuttosto altre cose da fare.

 

Senad: Io ho mio marito che mi aspetta, spero che mi aspetti; quando uscirò non so come sarà, forse per un mese mi girerò da una parte e lui dall’altra. Forse non avrò il coraggio immediatamente. Io la penso così. Anche se mi manca e lo desidero, forse proverò vergogna, non so come mi comporterò, se vado fuori e sono io a cercare un uomo, non vedo perché mi devo sentire umiliata.

 

Marta: Se io esco dalla galera e mio marito pretende, perché io sono appena uscita e lui mi sta aspettando, che io la prima sera vada con lui ad ogni costo, in questo caso sì che mi sentirei umiliata e non riuscirei. Non so se lo farei con mio marito dopo un giorno o dopo un mese, sicuramente il primo giorno non lo faccio. Però, quello che diceva Christine non lo capisco, se vado fuori e sono io a cercare un uomo, anche se poi può piacermi non più di tanto, non vedo perché mi devo sentire umiliata.

 

Ornella: No, secondo me state estremizzando le cose, il discorso di Christine è diverso. Senz’altro, a volte la vuoi tu una cosa, però poi molto dipende dalla sensibilità della persona, e può succedere che uno, che sembrava attento e sensibile, si riveli diverso, frettoloso, rozzo. Un uomo ti può anche umiliare, ti può fare sentire che ha solo voglia, per l’appunto, di scopare e basta, e che tu non esisti come persona. Ci sono tanti modi di umiliare.

 

Slavica: Va bene, se l’hai conosciuto per corrispondenza, come succede spesso qui, dovrai mettere in conto ciò che ti può succedere, anche di negativo, e rimanere con i piedi per terra.

 

Christine: Ha ragione Slavica, però ho imparato la lezione. Io mi lascio spesso prendere dall’entusiasmo e poi finisco col sedere per terra. E sono pure una che combina guai, una che sfiora spesso l’incoscienza.

 

Slavica: È anche vero che si scrivono tante cose, per lettera scriviamo tante cazzate, ma la verità la vedi quando sei fuori.

 

Ornella: Quando conosci una persona, che tu la conosca per lettera o la conosca dal vivo, un po’ ti crei delle aspettative, hai una certa idea, che non sempre viene confermata dalla realtà. Allora molto spesso ti capita che ti scrivi, ci parli, ti piace, e poi questa persona si rivela proprio nel sesso con una caduta totale di sensibilità, di gusto.

 

Giulia: Allora posso sentirmi delusa, ma non "umiliata".

 

Christine: Ascolta Giulia, finiamola, no? Abbiamo un modo diverso di vedere e sentire le cose e a me sta benissimo, siamo diverse e stop.

 

Lidana: Io sono contraria a quello che diceva Elena prima, non mi piacerebbe avere rapporti sessuali con una persona che si è fatta tanti anni di galera, lui potrebbe avere più tabù dei miei, avendo passato la mia stessa esperienza, perché non siamo solo noi donne ad avere problemi e tabù. Invece se vado con uno che non è mai stato in carcere, lui potrebbe essere più spigliato di me e ci potremmo "prendere" a vicenda.

 

Christine: È pur vero che gli uomini che sono stati in carcere possono avere anche loro una iniziale difficoltà. Ho sperimentato questa cosa con il mio ultimo compagno. A parte che, mentre lui lavorava, io appena uscita avevo ripreso la mia attività illegale, perciò tenevo le "distanze" anche per questo motivo: lui era in affidamento da pochi mesi. Così prima ho mollato quelle storie lì e solo dopo abbiamo avuto un rapporto intimo. Un lungo fine settimana passato praticamente nel letto e soltanto il terzo giorno abbiamo avuto, come dire, una fusione, un completamento, un’intesa al cento per cento. Anche lui si era fatto anni di carcere, era bloccato e abituato alla masturbazione e per me era la stessa cosa, quindi c’è occorso un po’ per essere in armonia, capite come?

 

Per un uomo c’è il discorso di sentirsi chiamato a dare una prestazione di un certo tipo

 

Ornella: Dal punto di vista puramente fisiologico ha molta più paura un uomo di essere "inadeguato", di fallire. Una donna, se non altro può nascondere il fatto di non provare piacere, c’è anche un’abitudine alla menzogna in questo campo, mentre per un uomo c’è il discorso di sentirsi chiamato a dare una prestazione di un certo tipo, a dimostrare di essere all’altezza. Una cosa che sarebbe anche interessante discutere riguarda le aspettative che uno si crea mentre è in carcere, perché forse a volte possono avere anche un peso negativo, quando si esce dal carcere e la realtà è molto più deprimente di come uno l’aveva sognata.

 

Giulia: Sono più che altro le aspettative affettive, che poi coinvolgono anche la sfera sessuale.

 

Lidana: Io gli affetti li ho curati nel periodo che sono stata in semilibertà, il sesso no. Infatti ho un grandissimo amico che mi viene a colloquio adesso tutte le settimane. L’ho conosciuto fuori, è incensurato, non ha mai avuto neppure una multa per divieto di sosta, ha la mia stessa età, conosce la mia situazione e ha detto che mi aspetterebbe anche se avessi da fare vent’anni. Ma uno che ha fatto carcere come me non lo voglio, piuttosto rimango da sola, non mescoliamo sesso e sentimenti.

 

Giulia: Se conosci un uomo con cui stai bene e anche lui è stato in carcere, non credo che questo fatto possa impedirti di provare ad approfondire il rapporto. Però, ancora una volta, non mescoliamo sesso e sentimenti.

Antonietta: Io non sono tanto d’accordo sul fatto che il sesso sia solo istinto e cosi via, no. Io direi che anche il sesso è costruito sulla cultura, ci sono anche studi, di tipo sociologico, che dimostrano che c’è prima la cultura, poi c’è il sesso. Questo discorso di un istinto separato, carnale, non mi convince.

 

Giulia: Ce l’hanno gli uomini, non possono averlo anche le donne?

 

Antonietta: No no, anche per gli uomini è una questione di cultura, solo che la cultura maschile è di un certo tipo. In ogni modo si sa che gli animali in cattività soffrono terribilmente, cioè l’accoppiamento di un animale in cattività è molto, molto difficile. Quindi, tanto più dovrebbe essere per una persona, se è in cattività questa condizione deve incidere in qualche maniera pesantemente sui suoi comportamenti.

 

Christine: A me comunque decisamente non riesce di dividere il sesso dai sentimenti.

 

Giulia: Perché non vuoi dividere. Tu hai scopato sempre per amore nella tua vita? non ci crederò mai!

 

Christine: Certo. Come minimo ero innamorata. Io sono sempre innamorata, di qualcuno, di qualcosa, capisci? Se riuscissi a fare sesso, soltanto sesso, mi sarei guadagnata da vivere in un altro modo invece di spacciare.

 

Giulia: Ecco, un’altra volta!!! Una che scopa che cos’è, per forza una puttana?

 

Ornella: Ma no, Giulia, oggi sei estremista in una maniera incredibile…

 

Giulia: Sto dicendo semplicemente: non vorrete venirmi a raccontare che in quarant’anni non avete scopato mai senza amore!!! Ma cosa siamo, sante qua dentro? Anche in poche ore si può creare un’attrazione che non è solo una questione di sesso.

 

Ornella: Non si tratta di essere sante, però siamo, per fortuna, fatte in modo diverso e non è una questione di moralismo, però generalmente ho fatto sesso con persone che mi piacevano complessivamente. Magari una persona puoi averla conosciuta da poche ore, ma anche in poche ore si crea un’attrazione che non è solo una questione di sesso.

 

Giulia: Ma semplicemente perché la sfera sessuale comprende anche delle emozioni, e allora si può dire che tutti l’abbiamo fatto per amore.

 

Ornella: No, non è vero, perché ci sono molte persone che affermano che per loro la cosa più importante è il sesso. Per me il meccanismo dell’attrazione sessuale non è così immediato e non è dato affatto dall’aspetto fisico, dalla bellezza, perché basta che poi uno apra bocca e qualcosa non funzioni… e il mio interesse scende a zero, zero. Tanto è vero che, guarda, mi sono spesso piaciuti gli uomini più brutti che quelli belli che ho conosciuto.

 

Paola: Ma lì dipende anche dall’età, a vent’anni ragioni in un modo, a trent’anni in un altro e a quaranta in un altro ancora. Diventi sempre più selettivo…

Io poi non ho esperienza di quello che farò dopo il carcere, perché in questo senso è la prima volta che ci entro e non sono ancora mai uscita. Di tutte le amiche mie che ho sentito e con le quali sono rimasta in contatto, che sono state in carcere, nessuna è riuscita ad avere rapporti subito, nessuna. Anzi, anzi. Alcune, se prima erano un po’ "libertine", poi diventano ancora più esigenti, proprio perché hai altre cose da sistemare, la libertà da assaporare, la tua vita da riprendere in mano, quindi delle difficoltà effettive. Non dico che il sesso passa in secondo piano, però non è che scatti subito questo meccanismo, non hai neanche questa fretta. Finché siamo qui ci pensiamo: appena esco, faccio di tutto. Ma non succede quasi mai, credo, anche se non lo posso dire personalmente. Io fuori ho delle persone, con cui sono in contatto, che appartengono alla mia vita passata, con cui potrei anche fare del sesso, bisogna vedere poi, io non so quanto sono cambiata, non so se sono la stessa persona di prima. Sicuramente non è che la prima volta che vado fuori, il primo che trovo per strada…

 

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