Storia del debito pubblico italiano

 Carlo Lucarelli in questi minuti,  su rai3,  va documentando il filo storico dei rapporti tra mafia, politica e servizi deviati. Un filo che dal dopoguerra attraversa gli anni 60 e 70, sequestro ed uccisione  di Moro, mani pulite, processo Andreotti, stragi Milano e Firenze, rapporto istituzionale Stato/Cosa Nostra, omicidio Falcone e Borsellino.

Questa è anche la storia del debito pubblico italiano (Lucarelli non lo dice esplicitamente ma se ne ricava una precisa indicazione), costituito per l'80% da quella parte di  PIL e di spesa pubblica  saccheggiata da tangenti ed opere inutili per reggere quel perverso rapporto che alla politica assicurava consenso ed alla criminalità organizzata mazzette ed affari colossali con la pubblica amministrazione. 

Ora che tutto affonda nella congiuntura internazionale,  quando il capitalismo maturo, ormai esausto, vorrebbe ritirarsi dopo aver decretato il suo fallimento con l'impertinente smorfia  sarcastica per aver imbrogliato tutti, persino i riformisti, parvenu che a lui hanno guardato con infinita fiducia,   i più lo incalzano assicurandogli che la dea  "crescita"  tornerà alla globalizzazione , che questi anni tremendi finiranno e tutto tornerà nel calcolo economico, perché è l’unico a garantire della    loro salute psichica.

Ora, in questi giorni, si continua a tacere accollando ai neonati il debito pubblico schizzato al 120% del PIL, montante di un cinquantennio  di tangenti e malaffare, di strade, autostrade, ospedali ed opere pubbliche pagate e mai realizzate, pagate due o tre volte il loro valore. Tutti convergono, dalla destra, alla sinistra, da Travaglio a Beppe Grillo, tutti convengono che il vero problema del debito pubblico italiano è nelle pensioni. Addirittura si vorrebbe ricalcolarle col metodo contributivo, anche quelle già erogate, in sfregio ad ogni principio di diritto e garanzia costituzionale. Si insinua, ma ormai è più certezza che insinuazione, che se i figli non hanno futuro la colpa è dei padri e delle loro pensioni. E fa davvero specie che simili stupidaggini provengano anche dalla parte migliore del paese.

Dunque, direbbe il Grande Inquisitore di  dostoevskij ,   il male è causa del danno ma l'intransigenza stizzosa e fondamentalista  del bene non bada alle conseguenze di come porvi rimedio perché l'altezza etica del suo sguardo gli impedisce visioni umane.

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