Stupro, Stato etico, ignoranza ed altre storie

Numerosi commenti condannano all’unisono  la recente  sentenza della Cassazione  col ripetuto ebete bla bla 

articoli   zeppi di stupidaggini, con segno diverso da quelli di Belpietro puntano tutto sulla bava bavosa dell’opinione pubblica. Gli autori mostrano la  più completa ignoranza in tema di tutela legale della donna, assieme agli altri commenti citati circa la recente sentenza della Cassazione In poche ore si sono scritte invereconde e demenziali falsità pur di ammassare nella massa informe del pensiero medio, mediamente mediocre dell’italiano medio, l’ovvio mascherato, come sempre, da etica stizzita su cui ergersi da esseri superiori . un po’ come Heidegger  cui Hitler s’ispirava convintamente. . La Cassazione non fa altro che attenersi ad una sentenza della Corte Costituzionale del 2010 con cui si dichiarava l’incostituzionalità di una legge del 2009 nella parte in cui la norma sottraeva al giudice la possibilità di valutare di volta in volta e caso per caso l’esigenza di disporre in carcere la custodia cautelare oppure con misure alternative. Il parlamento in quel modo espropriava una prerogativa della magistratura . Non è proprio questo che si contesta a Berlusconi ed al suo regno? Stiamo parlando di misure cautelari, quando ancora il processo non è incominciato o manca una sentenza definitiva. Le norme sullo stupro e sulla violenza sessuale sono giustamente severissime e tutelano  in primis le vittime. E mi pare sacrosanto. Se si potesse indagare la camera da letto degli italiani le carceri conterebbero non 70.000 ma 7.000.000 di detenuti, ma questa è un’altra storia che dimostra che, dati alla mono, dimostra quanto e come la violenza sessuale sia più un reato infrafamilaire che di strada. Dunque le politiche per prevenirli dovrebbero essere centrate sull’osservazione familiare e galoppare meno i concetti di “disagio sociale”, “disadattato” , “mostro” “extracomunitario”, molto più comodi per scaricare sulla “diversità” ciò che attiene , direi quasi,  alla fisiologia della vita familiare. La famiglia è statisticamente e storicamente il luogo privilegiato  in cui abusi sui minori e violenze sulle donne vengono perpetrati. e dove l’oltraggio sessuale ne costituisce la modalità più odiosa ed umiliante . Detto questo,  vogliamo prima fare un processo o dobbiamo condannare sulla base di chiacchiere mediatiche?  Ci fidiamo o no dei giudici che dovranno valutare l’esigenza o meno di custodia cautelare in carcere? Sono io che mi scandalizzo e mi indigno per come sia oggi percepita la certezza del diritto e della pena. Colgo con preoccupazione che la “strategia della paura” messa in campo dal berlusconismo più becero ha raccolto proseliti anche nella cultura che quel berlusconismo ha giustamente contrastato in ogni forma. La legalità è l’essenza stessa della democrazia e procedure pressapochiste e semplificatorie la indeboliscono . Io NON voglio che sia il legislatore (soprattutto QUESTO legislatore) a decidere su cosa debba o non debba fare un giudice in relazione ad un caso specifico. La Costituzione affida alla magistratura questo tipo di valutazioni e non al Parlamento, e non si tratta di formalismo ma di sostanziale senso delle istituzioni. Mi sembra che certa gente, come gli autori di certi articoli apparsi oggi sui quotidiani,  preferiscano vivere in uno “Stato etico” molto simile a quello nazista  e d’altra parte  ne rivendichino  la laicità solo a bacchetta, quando cioè devono sponsorizzare propri convincimenti come ad esempio quello  sulla procreazione assistita, sull’eutanasia, su divorzio, sessualità, ecc. Uno stato laico non può rinunciare ai propri principi neppure davanti a forti tentazioni moralistiche. Davvero esemplare qui menzionare l’intervento della Bongiorno, paladina a spada tratta del mafioso Andreotti e di altri assassini. Per favore troglodita è lei ed il suo branco, si accompagni alla Bongiorno ed ai suoi clienti. Quella è la sua degna compagnia.

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