Perché il M5S ha perso?

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20 risposte a Perché il M5S ha perso?

  1. occupysondaggi ha detto:

    La domanda dovrebbe essere perché ha perso 2 milioni di voti rispetto alle politiche.
    Risposta: ha spaventato. Un paese con età media 42 anni non ha voglia di fare la rivoluzione ma, al massimo, stare con le braccia incrociate dietro alla schiena a guardare e criticare.
    Insomma vuole un po rompere i coglioni senza però interrompere i lavori dei cantieri.
    Il regime (media) lo sa e usa Grillo, miglior alleato di Renzi (c’è una vignetta di Vincino a proposito molto efficace )
    Ciò che è arrivato alla ggente (elettorato potenziale grillino) da febbraio 2013 ad oggi è solo caciara, espulsioni, battute e invettive. All’inizio era ciò che volevano poi si sono un po stancati.
    Non ho votato M5S ma devo dire che l’entusiasmo dei piddiners (e simili) grillofobici di questi giorni è nauseante.

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  2. mariush79 ha detto:

    Fra i vari motivi riscontrabili io penso siano rilevanti anche alcuni difetti strutturali del movimento che alla lunga son venuti fuori. Raccoglie delusi da tutte le parti politiche, ma il vero collante che li tiene uniti è la rabbia (spesso se vogliamo anche giustificata), la voglia di cambiara e dare un colpo di scopa a questa classe politica.
    Per un ex di sx vi sono ancora diverse idee di dx che storcono (vedi immigrazione, ad esempio), e viceversa. Anche sull’euro per esempio, non ha mai adottato una posizione chiara: troppo blanda per i no euro, troppo poco convinta per chi sostiene l’Europa.
    Così a questo giro si è un po’ sgonfiato, e diversi sostenitori a mio avviso son tornati “all’ovile”, mentre i veri delusi sono stati a casa.
    Non dimentichiamoci che il no voto si confermo ancora di più il primo partito italiano.

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  3. adrasteanova ha detto:

    Non ha perso. Anzi.

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  4. Paolo ha detto:

    Non so cosa si può aggiungere a quello già detto e scritto in giro.
    Grillo ha sbagliato la campagna. (Campagna?) Due mesi di insulti, aggressioni e spocchia.
    Come dice Occupysondaggi nel post sopra, i media lo sanno e ne sanno fare buon uso.
    Non lo si è scoperto dopo, ma lo si vedeva chiaramente prima e durante.
    Tuttavia, resta un grande movimento, milioni di persone che non ne possono più di mala gestione della cosa pubblica…

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  5. Perché ha perso? Provate a leggere la wikipagina sul Fronte dell’Uomo Qualunque. Le analogie sono fin troppo evidenti: http://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_dell'Uomo_Qualunque

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  6. nomefalso ha detto:

    grazie dei commenti. Qualcuno di voi sa che del M5S apprezzo la proposta alternativa al generale sistema produzione/consumo. Posizione su cui sono molto prima che Grillo fondasse il movimento e che dicesse le cose che dice. Sul perchè ha perso non aggiungo altro e generalmente condivido le cose dette qui. Avrei qualcosa da dire circa il Fronte dell’Uomo Qualunque evocato da @lelevup . Riferimento più accostabile alle derive del nord Europa e a quella francese che al M5S. Per dirla tutta, chiarisco con un rinvio ( http://www.minimaetmoralia.it/wp/come-conservare-unidea-di-utopia-nelle-depressive-elezioni-di-domani/comment-page-1/#comment-710787 ) a ciò che ho già detto/scritto circa i motivi che mi fanno (facevano?) guardare con speranza a quel movimento.

    “Mi verrebbe da dire che non avete capito. Grillo non sta nel suo ‘eccesso verbale e neppure nel Peter Pan che Massimo Recalcati disegna (http://www.minimaetmoralia.it/wp/patria-senza-padri/) , forzando l’interpretazione della realtà e quella di Lacan (su questo avrò modo di dire in altrove quale salto pindarico compie Recalcati per presentarci un Lacan quasi restauratore , logico e moderato, oscurando il sovversivo, il rivoluzionario, l’eretico). Se c’è un’utopia nella scena politica è quella del M5S. Si propone un cambio di paradigma, una visione del mondo inaccettabile ai sostenitori del PIL, della crescita infinita . Una proposta all’insegna del “limite” (proprio di quel limite nella cui assenza Recalcati vede la deriva narcisistica nel nostro tempo, richiamando “Il discorso del capitalista di Lacan” http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/010821k.htm ) Al contrario , quello che defluisce dalla generale visione del M5S è un desiderio che si adegua al radicale mutamento dell’ambiente, alla scarsità delle risorse, all’aumento vertiginoso della popolazione terrestre, che rende impossibile la sopravvivenza a tutti . Più che l’adolescente immaturo disegnato da Recalcati ( http://www.minimaetmoralia.it/wp/patria-senza-padri/ ), vedo un Telemaco che parte in cerca del padre . La mancanza di rassegnazione alla fine ha ragione : Ulisse torna, ed assieme al figlio fa piazza pulita dei proci. Naturlamente tutto rimane sul piano simbolico. Per dire , Recalcati e tanti sbagliano a vedere in Renzi il Telemaco che libererà la città dai Proci (simbolo di un’economia senza regole , senza padri, senza più simboli d’intercessione al godimento).
    Certo, quella di Grillo è un’idea immatura , rozza, con programmi approssimati e spesso anche vaghi. Ma il messaggio è chiaro: la ricchezza si concentra, il lavoro diventa schiavitù, le risorse energetiche ed alimentari sempre meno disponibili si concentrano anch’esse nelle mani di pochi. Le strutture politiche obbediscono alla identica geometria apicale. E’ proprio dentro questa ingenuità programmatica del M5S che dovrebbe cogliersi la diversità. Meraviglia che gente preparata come chi frequenta questo blog (Minima&Moralia), si adagi al rilievo del banale, usando gli stessi codici interpretativi di quella sinistra alla quale rimprovera il vuoto occupato in gran parte da Grillo. Non posso votare Tsipras perchè non mi pare metta al centro del suo programma l’assurdità del PIL e l’impossibilità di poter ancora rivendicare lavoro per tutti, assicurando nel contempo dignità e diritti. Questo scenario non esiste più . Fra una manciata di anni saremo 8 , 9 miliardi di persone di cui due /tre miliardi accedono ai stili di vita occidentali, con una dissipazione di risorse energetiche ed alimentari impensabile. L’OGM è la risposta del PIL su cui anche Renzi e Tsipras puntano, il primo convintamente, l’altro inconsapevolmente. Non c’è alternativa se punti alla piena occupazione, otto ore di lavoro ben pagato. Mancano le risorse per continuare a vivere così. E’ necessario ripensare un modello produzione/consumo o ci sarà la dittatura della natura, la guerra come distributore di scarsità e l’imbroglio del PIL.”

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    • occupysondaggi ha detto:

      Ho interpretato la domanda come “perché ha perso 2 mil di voti”. A me sembra che in questa campagna elettorale i temi di cui parli Carlo siano stati (e tutti i temi cruciali europei) completamente assenti. Peraltro durante l’ospitata da Vespa ad un certo punto Grillo prende le distanze dalle teorie decrescitiste.
      La ggente voti in base a sensazioni, battute, slogan/HT, paure e soldi in busta paga. Lo vediamo tutti i santi giorni anche su twitter (dove in teoria dovrebbe esserci gente più informata).
      Solo lo zoccolo duro, formatosi lo scorso decennio attorno al blog e ai meetup, (che stimo sotto il 5%) è sensibile alle famose 5 stelle (acqua, ambiente, trasporti, sviluppo ed energia) il restante 15 (e alle poltiche 20) è un sonoro vaffanculo contro i politici ladri e attaccati alle poltrone di chi ha scoperto Grillo solo dopo il massiccio interessamento da parte della TV (talk soprattutto) nel periodo che va da ottobre 2012 a febbraio 2013.

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      • nomefalso ha detto:

        concordo Gabriele , infatti mi piacerebbe che quelle 5 stelle fossero prese in carico da un movimento/partito che non debba mietere consensi nel qualunquismo per realizzarle. Questa è la debolezza del M5S e la forza dei loro detrattori

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  7. Paolo ha detto:

    …ho letto velocemente. Prometto di rileggere con attenzione in serata.
    Tuttavia caro Nomefalso, temo tu sia andato fuori tema:
    Perché il M5S ha perso?

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  8. digicontact ha detto:

    Il Movimento 5 Stelle avrà anche perso voti ma gli italiani hanno guadagnato qualche briciola. E non parlo degli 80 euro che presto svaniranno.
    Il confronto tra PD e un Movimento giovanissimo (anche politicamente) non dovrebbe essere nemmeno ipotizzato. Invece persino Renzi è rimasto sorpreso dalla quantità di voti incassati.
    È chiaro che Grillo non è un politico e sparare a zero contro tutti non è politicamente corretto.
    In Italia siamo più contenti di essere presi in giro da uno in giacca e cravatta, che ci ispira più fiducia, anziché da un anziano signore che urla dal palco come un pazzo.
    Bisognava uscire dalla rete, parlare con calma, come quelli che si sono arricchiti sulle nostre spalle con gentilezza ed eleganza.
    Senza M5S difficilmente quello che accadeva in Parlamento veniva fuori. Grazie a giornalisti attaccati alla Casta come remore agli squali.
    Ora lo possiamo apprendere tramite i tweet degli stessi parlamentari. Certo non è tanto, ma è un passo avanti. Questa volta ha perso voti. Vedremo in seguito. Resta la seconda forza politica del Paese e non credo sia poco.
    Renzi deve sentire il fiato sul collo, non di Grillo ma del popolo italiano, che una volta tanto, per il suo stesso benessere dovrebbe essere più obiettivo e meno tifoso. 😊

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  9. nomefalso ha detto:

    Un’altra ipotesi, tra le tante, potrebbe essere che in molti (circa 2 milioni) abbiano stampato l’areo in 3D da un file taroccato mancante di scaletta. Per cui, costretti a rimanere nell’alto dei cieli, non abbiano votato. E sono ancora lì. Si avvisi protezione civile.

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  10. suxnovae ha detto:

    Ora Grillo aggiusterà il tiro, fino ad oggi ha parlato [al]la pancia, ora ci saranno scremature, laggente passerà attraverso il setaccio, e forse potrebbe anche venirne fuori qualcosa di decente.

    Anche io concordo, Grillo non ha perso, una percentuale del genere alle politiche forse avrebbe fatto una diversa impressione e avrebbe fatto cagare sotto molto di più Renzi; Grillo ha pagato lo scotto dell’etereità della rete e dei proclami, io stesso non avrei scommesso un calo sotto il 28-29%, questo a sottolineare quanto possa essere effimera la rete e le stesse proiezioni, che spesso sortiscono l’effetto inaspettato. “i topi abbandonano la nave che affonda” non perché affondi davvero, ma perché gli hanno detto che è così.

    E poi in verità dei programmi europei dei partiti non glie n’è fottuto un cazzo a nessuno, o comunque a pochi. Io stesso mi sono scoglionato a leggerli (quasi) tutti e poi ho preso in considerazione solo quello che interessava a me. Ovvero avevo già deciso prima.

    Ora viene il difficile, Renzi è galvanizzato dal risultato che è indubbiamente politico, è oggettivamente (sulla carta) uno dei partiti più forti d’Europa e legittima così la sua “presa di potere”. Ma non dimentichiamo (o Anto mi fa il culo) il partito del non voto (>40%), che a conti fatti vale quanto un rispettabile partito di minoranza; oltre il 10% di quel 40% è mobilissimo.

    Quindi a meno di non indire un referendum sull’abolizione dell’ossigeno nell’aria, non è pensabile raggiungere affluenze bulgare degli anni 60/70, prendiamolo com’è, e se è vero che uno vale uno, Grillo si rimbocchi le maniche o rischia di sprofondare al 10%.

    Vi lascio con il gradevole grafico IPSOS del “movimento dei voti”

    E per la cronaca, Renzi non ha vinto per gli 80 Euro.

    Ciao.
    Corrini

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  11. Elisabetta iside30es ha detto:

    Mi trovo d’accordo con le motivazioni elencate sul risultato “deludente” (lo metto tra virgolette perchè logica vorrebbe che non lo fosse affatto, anzi, ma lo ha reso tale lo stesso M5S puntando a percentuali davvero troppo irrealistiche), ma vorrei portare l’attenzione sulla anomalia Grillo che per me ha decretato questa disfatta nello stesso modo in cui, nel 2013, aveva invece portato al successo.
    La funzione di Grillo è sempre stata quella di megafono, era ed è la personalità di spicco, l’uomo di spettacolo e di successo che è riuscito a calamitare l’attenzione su un movimento nascente e pieno di perfetti sconosciuti. Questo suo ruolo è stato vincente ed estremamente efficace nelle ultime elezioni politiche. Dopo un anno di attività parlamentare però, abbiamo avuto la possibilità di conoscere ed apprezzare tanti esponenti del movimento che non solo hanno dimostrato grande competenza nel loro ruolo ma pure un certo savoir faire con i mezzi di comunicazione: dovevano essere loro a prendere in mano le redini stavolta, Grillo sarebbe dovuto sparire o al più ridursi a qualche sporadica comparsata (anche perchè, diciamocelo, sono più le occasioni in cui non riesce a trattenersi dallo spararla grossa che quelle in cui dà un’informazione davvero esatta, e lo dico quasi con affetto, perchè lui è fatto così, resta un grande uomo di spettacolo e un veicolo di denuncia ma non ha certo la diplomazia del capo politico. Anzi, non conosce proprio mezze misure).
    La domanda è allora: perchè si è puntato ancora su Grillo?
    Sbaglierò ma, non considerando gli addetti alla comunicazione 5s dei totali incompetenti, io l’ho letta come una necessità irrinunciabile per poter avere un risalto mediatico che diversamente sarebbe stato quasi impossibile avere.
    E qui arriviamo all’anomalia grave, di cui certo sapevamo già l’esistenza ma, e parlo per me, di cui non m’ero mai resa conto della vera potenza distruttiva come dalla comparsa del M5S: la qualità dell’informazione nei media nazionali.
    La ferocia e la sufficienza con cui questi ragazzi sono stati trattati sin dalla loro prima apparizione televisiva è stata una delle cose più sconcertanti a cui abbia assistito, colpisce come siano stati da subito presi di mira su robe insulse ed in certi casi (come le espulsioni) giudicati con un doppiopesismo insopportabile (come se tutti i partiti non espellessero iscritti a bizzeffe). Ho letto cose vergognose su giornali che fino a qualche mese fa ritenevo autorevoli, al confronto giornalisti come Sallusti sono da premio Pulitzer…
    Insomma, pensavamo che il bulldozer che appiattiva il dibattito politico con un’informazione asservita fosse Berlusconi ma ci sbagliavamo di grosso: il problema è l’informazione stessa, talmente abituata a strisciare ai piedi del potente di turno da farlo senza più nemmeno il bisogno di un editto bulgaro ormai, e la cosa è rivoltante. Qui ogni parola viene trasformata in un’arma da usare contro, ogni azione viene volutamente male interpretata, ogni ingenuo scivolone diventa un reato in piena regola per eliminare il nemico comune: ditemi voi come fa un giovane movimento di persone semi-sconosciute a farsi largo in questa giungla, come?
    In conclusione, e perdonate la mia prolissità, il punto cruciale per me è questo, Grillo è stato il problema ma non se ne poteva fare a meno, quasi come un cane che si morde la coda..
    Per completezza, riporto qui un intervento di una parlamentare del m5s che ha ben spiegato le loro difficoltà durante queste europeee, trovo la sua analisi più che condivisibile https://www.facebook.com/giuliadivitam5s/posts/407714862705172

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  12. nomefalso ha detto:

    @Elisabetta ottima analisi. Credo anch’io che Grillo sia diventato il problema, La maschera da togliere al movimento affinché il movimento possa mostrarsi . Concordo in particolar modo con le cose dette sulla comunicazione che regge questo sistema. C’è un altro punto. I media si concentrano sull’obiettivo secondario rispetto a quello vero del movimento. Si dedicano alla rappresentazione del Grillo antipolitico e antipartitico per mostrarne il radicalismo improponibile in una civiltà giuridica ed economica avanzata che fonda sulla ragionevole mediazione. Trascurano il vero obiettivo del movimento che sta nella sua proposta alternativa all’attuale sistema produzione/consumo. Questo punto viene generalmente irriso e spernacchiato con battutine sarcastiche centrate sulla cattiva e maliziosa interpretazione della “decrescita felice” che presentano come una regressione di civiltà . Nessun confronto serio sui temi economici e strategici di fondo, che non ripeto per averli enucleati nel mio precedente intervento. L’economia della crescita senza limiti è il vero cancro ideologico di questo momento storico. Il cancro non può confrontarsi col suo antagonista: Uno punta alla dissipazione dei tessuti l’altro alla conservazione della vita. Sono due linguaggi che non possono comunicare. Ma sia chiaro, è il cancro a rifiutare ogni confronto che abbia il fine della preservazione della vita. La vita non può sedersi al tavolo della trattativa e mediare una semi-morte. Uno deve vincere sull’altro. Questo è il senso economico, scientifico ed umano della incomunicabilità tra chi propone una rozza, affannata, scombussolata e quasi ridicola conservazione della vita e chi ciecamente vira verso un ottuso narcisismo.

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    • Elisabetta iside30es ha detto:

      Mi trovi d’accordo, Carlo, in effetti mi hai fatto notare questo aspetto che avevo sottovalutato.
      Questa concezione della società “innovativa” (ma solo perchè inedita, in realtà risulta molto più razionale di quella comunemente accettata della crescita infinita) è stata osteggiata sin da subito, ricordo bene anch’io le strumentali banalizzazioni a riguardo di buona parte di media e politici. Ed infatti si ha sempre più l’impressione che qui da noi viga una sorta di Pensiero Unico su certi argomenti, sia mai che si apra un serio e costruttivo dibattito su certe cose per dare al cittadino gli strumenti per capire (vedi anche come è stata trattata la questione euro si/euro no).
      Non solo, va notato anche come il tema sia totalmente sparito in questa campagna elettorale mentre era ben presente nell’altra e connotava innegabilmente il movimento. Paura che intralciasse la possibilità di attirare nuovi voti? Chissà. Forse hanno ragione quando dicono che l’Italia non è pronta a cambiare.
      Comunque confido che il movimento spingerà per imporre l’argomento nel dibattito politico, prima o poi saremo costretti ad affrontarlo, è inevitabile.

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