Incontro con #Elisa

Elisa – Io non mollo. E tu, come mai qui?
@carloebasta – Ti trovo bene. Pensavo peggio
E. – Sei pieno di domande. Che hai?
@c. – Quali domande. Tutto bene. E’ che volevo salutarti.
E. – Come no. Fai il furbo. Che hai?
@c. – Ma niente. Solite paranoie. #Fantasmini, twitter, @indivanados. Quella roba lì
E. – Ce l’hai una vita reale?
@c. – Reale dici? Ancora a questo siamo?
E. – esatto, r e a l e . d-u-i-u-a-n-d-s-t-e-n-d ? Per te vale ancora questa distinzione ormai superata quasi per tutti. Ed anche in letteratura le categorie sono altre. Per te no. Sai perché?
@c. – E se ti dicessi che lo so, che hai ragione?
E. – Scenderei dalla torre e farei un concorso per impiegato all’Anas
@c. – Sei presuntuosa. Prepara il curriculum perché ti stupirò
E. – dici, dici
@c. – Separo il virtuale dal resto della mia vita. Tengo distinte le due dimensioni. Internet è un mondo a sé. In questo senso non è reale. Giusto?
E. – Bravo . La torre spetta a te. Il tuo posto è qui. Io preparo la domanda. Che si dice all’Anas?
@c. – C’è un periodo diciamo così di transizione. Per un po’ stiamo assieme sulla torre.
E – Capisco
@c. – Comunque c’è chi sta peggio di me.
E. – il “comunque” non è da te
@c. – Sei carina. Grazie
E. – Accomodati
@c. – E’ abbastanza scomoda l’entrata. La fune è sicura?
E. – Nulla è certo. Prova
@c. – Potresti scendere in ruolo appena dopo l’entrata e dirmi se sta cazza di corda tiene?
E. – No. Vedi tu che fare.
@c. – Ho la pellaccia. Non mollo.
E. – avoja
@c. – Eccoci qua. Tiro dentro la fune? Lasciarla lì è come tenere la porta aperta.
E. – Problemi?
@c. – Rilassati. Stai sempre in ruolo. Non ridi mai? Roba tipo ironia, battutina – esagero – sarcasmo? D-u-i-u-n-o?
E. – Siedi là
@c. – No scusa, la luna sta lì. Vorrei mettermi di fronte alla luna. Ecco qui sul muretto. Tu che fai giri? Ti vedo inquieta. Non t’aspettavi la visita, giusto? Magari eri già in profonda depressione. Allora ho pensato diamole una smossa, ‘na botta de vita come dicono a-r-o-m-a. Ahh ahh.
E. – Quante parole. Mi hai inondata di parole. Come coperte. Tiriamole via. Nudi. Allora?
@c. Decidetevi voi psicanalisti. Uno non parla e resiste. Uno dice assai e si copre. Paraculi. A me tutto questo pare strategia di marketing. Comunque…
E. – Comunque…
@c. – Sì insomma. Conosco gente che usa twitter peggio di me. Per dimenticare. No, davvero, a parte le battute. E’ così. Sta tutto il giorno lì per non affrontare le domande che ha dentro. Perché certe domande angosciano. Le tieni lì soffocate e le domande le fai agli altri. Su twitter. E ti senti utile. E ti gratifichi. E tiri avanti. Riconoscimento, gratitudine e ti riempi le giornate di punti. E ti senti utile e gratificato. Tutto il resto va sullo sfondo, assieme alle tue domande che stanno lì in attesa. Ma ormai non le senti, non le vedi più. L’angoscia è come svanita.

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2 risposte a Incontro con #Elisa

  1. ektorp_ ha detto:

    Caro Carlo siccome sono andato a fare pipì nel cuore della notte e ora non mi riesce di prendere sonno rispondo al tuo post-dialogo con Elisa. Come forse sai 2 anni e 1/2 fa ho attivato l’account @indivanados in reazione all’HT di @umarells de #ilgiornodopononsuccedemaiuncazzo , una finta risposta, apparentemente cinica, alla domanda “che cosa succede dopo tutti questi discorsi?” Le mille domande (poi divenute sondaggi) non sono altro che declinazioni di questa domanda originale. Continuo a chiederlo in TL perché se lo chiedo a me stesso temo la risposta dell’HT di @umarells. Quindi sì, è vero, faccio delle domande che non voglio fare a me stesso. Ma non è Twitter il punto, lo faccio anche con amici, colleghi, persino parenti nel 3.0. Non in forma di sondaggio naturalmente 🙂 Le 100000 risposte ricevute su Twitter e nel 3.0 sono consolanti e consolatorie ma, mi chiedo ogni sera quando le raccolgo e le metto via su Storify, se alla fine la risposta non sia in fondo la domanda in sè e soprattutto chi ancora se la continua a fare. Conosco tanta gente che ha smesso. Peggio per loro.

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  2. nomefalso ha detto:

    lo sai che ti voglio bene Ek. Poi ‘sta cosa che ci incontriamo spesso di notte io te e ‏@corrini sulle vie del cesso, ci unisce ancor più nel segno ipertrofico-prostatico. Un segno del cielo? Aspiranti @umarells ? Ora divertiamoci. La psicopatia può attendere. #Elisa mi si è addormentata sul più bello del mio infinito racconto psicoipnotizzante. E dorme ancora.

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