Il coso e la vecchietta

La vecchietta del piano di sotto  sa l’ora in cui esco di casa. Ha il mio numero di telefono ma preferisce sottili strategie paramilitari per incontrarmi . Meglio, per incastrarmi nel portone. Sempre  in presenza di altri condomini. Prima di rispondere al saluto indietreggia qualche passo, aggiustandosi il nodo al collo del fazzoletto copricapo: Uno strano essere dalle imprecisate sembianze sta per aggredirla. Strascica un “buongiò”. Con calma studiata il crescendo musicale tetro, acuto, insopportabile,  delle sue parole incombe, in pochi secondi,  nell’atrio e sulle scale:  E’ La 9^ di Beethoven  bloccata per difetto di riproduzione al 24′ .

Alcuni condomini si fermano incuriositi ed un po’ apprensivi perchè al 24′ la sinfonia si fa aggressiva e regale, costringendo l’essere umano alla completa sottomissione, all’ascolto muto e rispettoso.

Il contendere dell’acuto sinfonico è il “lamento n. 2” ,  dato che per il  “lamento n. 1” la mia giustificazione pare essere stata bonariamente  accolta. Si tratta innanzi tutto di decifrare, nel linguaggio sinfonico, cosa sia  “quel coso che avete messo lì sopra” e che perde acqua. Un “coso” – si intuirà in seguito – molto simile al “coso” che la signora stessa  ha installato prima del mio sulla stessa parete esterna dell’edificio. Ma la bellezza della musicalità vocale ti trasporta nella dimensione onirica  tanto che  pare assolutamente normale che la vecchietta indichi il tuo condizionatore “quel coso lì” ed il suo “il condizionatore d’aria” .

– “Quel coso gocciola”

– Come gocciola, l’acqua spurga in casa. La raccolgo nella vaschetta. C’è un tubo che unisce il coso con la vaschetta.

– E allora i vetri? Venite a vedere. Sempre schizzati

– Non so che dirle signora. Il mio coso non c’entra con gli schizzi. Le assicuro. (Purtroppo – penso- Magari un tempo sì,  ecco)

– Allora mi devo tenere gli schizzi?

– Provi a chiedere all’amministratore. Magari qualcosa sgocciola dal terrazzo

– Io devo chiedere all’amministratore? Io?

-Non so che dirle

– Allora devo tenermi gli schizzi, vero? Ah madò…

Proprio mentre le porte dell’ascensore serrano la morsa e decidono la fine di quella breve tortura. La sinfonia cessa di botto.

P:S: Cara signora, non è che qualunque cosa succeda nella tua vita devi prima di tutto chiederti se l’inquilino di sopra c’entri qualcosa. Qualche volta prova a cominciare dal primo piano. Cazzo!

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