Il filosofo

Cacciari non sei un filosofo

Una domanda mi tortura quasi quotidianamente. Perché quotidianamente mi capita di ascoltare o leggere del “filosofo” che scrive o che partecipa a trasmissioni televisive e radiofoniche. E pressoché quotidianamente provo a rispondermi che l’ultimo sistema filosofico proposto è stato quello di Hegel. Tutti concordavano fino a circa un decennio fa. Quella del filosofo, si diceva, non è una professione come tante. Forse neppure è una professione ma solo il titolo attribuibile a chi propone una visione del mondo alternativa a quella data. Che ne rifondi le teorie contenutistiche e ne dimostri la validità. A torto o a ragione, poco importa.
Durante il ricco dibattito del festival della filosofia tenuto a Modena 2014,  si è discusso il tema. Tutti concordi, mi pare, nel ritenere quanto meno inappropriato il titolo di “filosofo” attribuito a chi si è laureato in filosofia, allo storico della filosofia, a docenti di filosofia e, in generale, a chiunque con la filosofia abbia a che fare per motivi di studio, professionali, per passione. Il filosofo, mi pare si concluse, resta ancora chi ” propone una visione del mondo alternativa a quella data. Che ne rifondi le teorie contenutistiche e ne dimostri la validità. A torto o a ragione, poco importa” . Terminata la kermesse modenese, e forse anche durante la manifestazione, si riprese a presentare quali “filosofi” docenti di filosofia, storici della filosofia, ecc. Mi rendo conto che il tema potrebbe ritenersi di poca importanza, o addirittura inconsistente, dato che non meglio identificabili “circoli dei filosofi” hanno stabilito che la materia va adeguata ai mutamenti culturali. La filosofia è ormai una scienza umana parcellizzata in mille rivoli ed ha perso (per fortuna, sottolinea qualcuno) quel presuntuoso carattere olistico tramite il quale incorporava e divorava tutti gli altri saperi. La filosofia va parcellizzata , specializzandosi in sub-saperi specifici perché in questo modo può offrire un grande contributo sia ai singoli che alla collettività. E potrei continuare per ore citando fonti, studiosi, personaggi più o meno noti. Però insisto: è corretto chiamare filosofo chi, in vario modo, si occupi di filosofia ma che non propone una vision alternativa al così detto pensiero unico che oggi di fatto governa la realtà e l’immaginario? Voi cosa ne pensate?

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