Appartenenza e populismo

Scrivere definizioni da manuale sul significato del termine “populista”,   non aiuta a capire se il M5S  vi rientri o meno. Associare continuamente Grillo a  Berlusconi e Salvini,  significa essere in malafede.

In verità, il giornalismo italiano è ancorato a logiche medievali di appartenenza. Perché sull’appartenenza e non sulle competenze si è costruita la società italiana, le sue istituzioni, la politica, l’economia ed infine anche  la finanza.

L’Italia è un paese medievale dove la libera concorrenza e le pari opportunità esistono solo per chi non appartiene. per le persone libere, per i veri cittadini, per quelli che ripudiano il favore, la richiesta amicale, l’uso dell’appartenenza per fini personali. In questa Italia fare del populismo un grande minestrone ha il malcelato senso della difesa ad oltranza di un sistema medievale fondato sull’appartenenza .

Non si avrà mai una riforma dei servizi notarili o delle farmacie o della giustizia perché riforme serie in favore dei cittadini toglierebbero ricchezza all’appartenenza e la metterebbero sul piatto della concorrenza e delle competenze, del merito. Ma i sistemi feudali chiusi si difendono tacciando di populismo chiunque voglia scardinarli. Questa italia è medievale, assicura ricchezza senza merito ad intere categorie professionali. Una buona riforma della giustizia, ad esempio, farebbe risparmiare milioni di euro alle casse dello Stato ma  metterebbe alla fame metà dell’avvocatura, cioè l’eccesso medievale rispetto alla media europea. Così dicasi dei farmacisti, dei notai, ecc. ergo quelle riforme il pensiero medievale di Renzi o di altri attori politici, non potrà mai concepirle

Continuo a non essere d’accordo sul fatto che il M5S possa annoverarsi fra movimenti populisti.

Innanzi tutto non si rivolge al popolo ma ai cittadini, in un’epoca in cui i cittadini sono stati degradati a clienti o ad  utenti. Berlusconi e la lega, al contrario,  usano costantemente questo riferimento al Popolo e ritengo anch’io trattarsi di populismo da manuale.

Forse non è un caso che ieri, 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia, i media abbiano pressoché taciuto. Dove sono i cittadini? Qual è il senso oggi della cittadinanza? Clienti, anche quando fanno attività politica nella speranza -ormai innalzata a sfacciato diritto – d’essere ricompensati .

Non da risultati generali di un progetto politico, ma dall’influenza del potere di chi si è sostenuto. E’ la macchina della politica unta sin dai primissimi ingranaggi fino ai vertici di comando. Macchina che risponde sempre e solo a quel concetto di appartenenza. Per questo l’Italia resterà medievale finché la cittadinanza non riscopri la propria dignità. Poi ci chiediamo come mai tanta corruzione. La corruzione è solo l’aspetto illegale dell’appartenenza. Dovrebbe far tremare, ed ancor più indignare, l’assetto legale e giuridicamente legittimo dello scambio tra la politica e i suoi clienti, i quali hanno abdicato alla loro dignità di cittadini per favorire personalissimi  privati interessi.

Sul M5S ho forti dubbi che si posa iscrivere fra i movimenti populisti. soprattutto tutto perché ha una visione economica è alternativa al sistema della crescita infinita (mentre Berlusconi e Salvini la osannano ) . Visione supportata dal pensiero economico d’avanguardia. Insomma non è Grillo che s’inventa un’economia completamente diversa, che preveda un abbattimento delle ore lavorative , l’abbandono dell’energia fossile, il risparmio di terra agricola, ecc..ecc, .. ma Stiglitz, Fitoussi, Krugman, Bauman

Il reddito di cittadinanza viene proposto non per fare assistenzialismo e populismo – così come viene svenduto dal sistema medievale dell’informazione – ma perché c’è prova scientifica che, grazie anche alle nuove tecnologie, il lavoro, così come è strutturato nel pensiero economico neo-liberista, non assicura quella “vita dignitosa” sancita in tutte le moderne democrazie.

Certo, anche qui, si può riformare la Costituzione ed essere renziani, leggeri, e pensare…

“””Questa Costituzione è da rottamare. Blocca la ripresa economia. Nessun investitore si sognerebbe mai di portare capitali in un’Italia dotata di regole antiche che tutelano l’ambiente. Infatti con l’entrata in vigore del TTIP che stiamo spingendo con forza nel parlamento europeo,  gli Stati nazionali non potranno più tutelare persone, ambiente e cose in conflitto con le aspettative economiche di una impresa, nazionale o multinazionali. Pena il pagamento di costosissimi indennizzi . Il gioco non vale la candela. Dunque meglio attrezzarci subito.

Ciò che stiamo facendo ai diritti del lavoro va fatto a quelli dell’ambiente, e poi a quelli della salute, della previdenza, ecc. . Vogliamo un’Italia ggggiovane, snella, che sappia muoversi agilmente nell’economia mondiale senza il peso di norme, diritti e tutele , armamentario vecchio e puzzolente con cui si metteva al centro la persona umana tutelando la sua salute, il suo ambiente, il suo lavoro. Il terzo millennio non sa che farsene di questi concetti superati e stantii. Sono le aziende che creano lavoro , sono le aziende a dover essere tutelate. Il sacrificio di salute, ambiente, diritti, deve essere letto come un investimento nel futuro dei nostri figli (quei pochi rimasti) che potranno fra qualche anno ritrovarsi a vivere in un Paese pieno di PIL (a Nord come a Sud, dove ti giri e ti giri trovi PIL) . Continuare a difendere ambiente, diritti, salute, istruzione e scuola pubblica, significa, essere vecchi, da rottamare che nell’era globale inseguono ancora il diritto all’esistenza, alla salute, ad una vita dignitosa, ad un salario equo, e retoriche di questo tipo . Nella visione globale l’uomo è diventato una variabile dipendente dell’azienda. Non c’è futuro se invertiamo i termini di questa equazione. Se poi le aziende vanno bene ed investono nella finanza anziché in se stesse, e non migliorano la vita dei lavoratori e dei cittadini, non è colpa di nessuno, sono regole economiche che hanno sostituito quelle di natura e quelle sociali. Dobbiamo abituarci abituarci a questa nuova idea del mondo: Se ti arriva un cancro te lo tieni, se invecchi senza pensione è normale, se lavori tanto e guadagni poco è la vita, se ti ammali e non hai soldi per curarti muori, se vai a scuola per imparare un lavoro e se poi lavori per guadagnare poco, è così che deve andare, e potrei continuare all’infinito. #Lavoltabuona. L’italia positiva che ce la fa. “””

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