La notte europea. Ricostruzione di un tradimento

Franco Berardi Bifo propone un’ottinma analisi anche se il paragone con la Grecia é improprio in quanto la Gran Bretagna non è mai entrata nell’euro mentre i problemi della Grecia dipendono proprio dall’euro . Trovo invece centrato il punto sulla flessibilità del consenso dei lavoratori europei alle politiche di austerità ma soprattutto dei sindacati e,  più in generale,  su quelle che riguardano  welfare. Proprio su questa disponibilità nel mondo del lavoro nascono le due forze dominanti delineate da Bifo,  che si contendono ormai in modo esclusivo lo spazio politico esistente: protezionismo nazionalistico di matrice nazifascista contro l’asse burocrazia-Finanza. Come si fa allora a proporre una politica diversa europea , con quali forze sociali? E quando ai detrattori della Unione Europea si risponde “con più Europa” ,” cessione di maggiori quote di sovranità”, non si offre un assist proprio a quel nazionalismo fascista che legittimamente intravede nell’operazione ” più Europa” un ulteriore rafforzamento delle strutture tecnocratiche e finanziarie ? Non si fa il gioco del pensiero cupo e populista che con forza propagandistica rinnovata si erge a difensore del popolo, contro le banche e la Finanza e i tecnocrati? Non sarà proprio questa proposta di ulteriore cessione di sovranità all’Europa, senza prima aver radicalmente cambiato la politica europea, la sepoltura definitiva dell’Europa ?

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Brexit. Analisi del voto e menzogne in mainstream

La solita stucchevole narrazione generazionalista, di padri che divorano  il futuro dei figli,  fatta di giovani moderni, intelligenti e lungimiranti e di vecchi retrogradi, ignoranti ed egoisti.

 

Per mascherare il disagio delle periferie europee, dei ceti bassi, dell’immigrazione mai davvero integrata e della sofferenza del ceto medio non londinese. Disagio causato da una politica europea restrittiva, dalle manovre fiscali non redistributive ( si tassano più i redditi che i grandi patrimoni mobiliari ed immobiliari), dentro il più generale quadro di deregulation dei mercati mondiali. Tutto questo continua a produrre una concentrazione di ricchezza inaudita nella storia della industrializzazione europea. Sepolto il periodo keynesiano che consentì la rinascita nel dopoguerra degli USA e dell’Europa, dagli anni ’80 si inaugura l’asse ideologico Thacher- Regan ed il “trickle-down”  smette di “sgocciolare”- redistribuire la ricchezza fra le fasce medio-basse della popolazione europea, che inizia a concentrarsi verso l’alto. Ora, dato che la tendenza continua in modo indomabile e meccanico (in assenza di un generale stravolgimento delle politiche europee e di normazione dei mercati) , quelle fasce con maggior disagio sociale che hanno sostenuto la ‪#‎brexit‬, pagheranno più delle altre.

La Gran Bretagna diverrà una società ancor più elitaria, in cui è prevedibile un generale abbattimento del welfare ed una lievitazione ancor più rapida dei tassi di concentrazione della ricchezza con conseguenti disagi sociali.

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E ora?

Quello che ho capito leggendo ed ascoltando l’informazione italiana di questi giorni, è : “Signori, abbiamo un problema, Il m5s ha vinto. Ora facciamo audit e cerchiamo di capire il perché ”

E’ arrivato lo straniero (direbbe Camus) , quello strano (aggiungo io). E la narrazione continua.

Siamo tutti in pericolo. Speriamo siano solo chiacchiere ciò che sbandierano. Ma davvero torneremo alla pastorizia? A raccoglitori e cacciatori? “Tornerà la lira!”,  esulta la nonnina.

E’ bene ricordare a questi grillini che tutti noi siamo parte della filiera dell’appartenenza. Salvo eccezioni non emigrate. Pochi vivono grazie ai propri meriti. In Italia si è in quanto si appartiene: ad una famiglia, ad un sindacato, ad una cerchia amicale, ad una Chiesa, ad una congregazione, ad un partito, perfino ad una associazione. Si diano pace. Adesso vedremo (risate). A Roma, tra criminalità e affaristi, servizi segreti drogati e Vaticano, staremo a vedere (risate).

L’io  narrante  a questo punto sbotta e rincara: ”A mio parere l’Italia è ancora medievale grazie alla  presenza della chiesa cattolica a Roma, decisa quel maledetto 27 gennaio 1377  ( https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Gregorio_XI  ) .  Se la Storia avesse virato la sede del papato verso Gerusalemme, dov’era Cristo o in zona, diciamo, avremmo avuto un paese meno  medievale ed un Medio Oriente meno insanguinato” .

Fine intermezzo

Torniamo  a noi. Solo dopo aver attentamente indagato “questo chi è” , in Italia  si esamina il valore della persona, delle imprese, per qualunque cosa si  voglia fare: l’impiegato di banca, il magistrato, il poliziotto, il ragioniere, l’uomo delle pulizie, il giornalista, il giornalista, il giornalista, il giornalista. La prima domanda è ” chi ti manda, chi conosci, a chi appartieni?” Tre fiorini, verrebbe da dire. Se superi il primo step, si entra nel merito ” cosa sai fare?”.

Ora arrivano questi grillini e ti chiedono a bruciapelo “Ehi tu, cosa sai fare?” . E ti spiazzano. Avevi già pronta  la lista  di nomi e di relazioni importanti e intrecci familiari e cerchie amicali riannodate fra loro in un intrigo poco chiaro e, proprio per questo, molto rassicurante.  Sì proprio tu, italiano medio, mediamente medio e perbene,  resti sconvolto.

Sei un professionista. Tutelato dall’albo istituito durante il fascismo a garanzia  del privilegio medievale,  in piena modernità matura.  Albi professionali  che nessun paese al mondo si sogna di santificare in una legge,  come  quelli dei  giornalisti, assistenti sociali, ragionieri, commercialisti, avvocati. Ci hanno risparmiato solo “Amministratore di condominio”   perché c’è già un business ben avviato  di associazioni private del settore che dà molto lavoro ad  avvocati ed architetti.   Ecco, ora  temi venga stravolto il ruolo dell’albo che oggi di fatto  tutela   il tuo privilegio medievale e riorganizza strutture di potere aristocratico dentro la modernità, che tutela i tuoi interessi privati anziché essere una  garanzia per i cittadini,  come  vorrebbe il deliberato  statutario del tuo Ordine professionale. Formula birichina,  pensata  per far l’occhietto alla modernità affinché  essa ti assolvesse  dall’ignominia di rappresentare ciò che la Repubblica democratica si illudeva di seppellire per sempre: il medioevo e l’aristocrazia.

Il mondo di oggi  chiede pochissimi albi e tanta concorrenza,  proprio perché in quella concorrenza non drogata, non sleale, slegata da appartenenze,   emerge il migliore. Ma tu, italiano medio, vuoi che emerga il migliore solo quando appartiene. Perché, italiano medio, sei stato forgiato da una cultura medievale, sin dentro le fibre più intime della tua psiche. A tua insaputa, ovviamente a tua insaputa e contro la tua volontà. Questo va detto. Ma ciò non ti discolpa, perché il principio di responsabilità, pur rimodulato da moderne teorie psicanalitiche lacaniane,  ti inchioda. Almeno che tu non possa dimostrare la tua completa infermità mentale, la tua incapacità  di intendere e di volere. E ce lo aspettiamo, le premesse ci sono tutte.

Il migliore,  libero da appartenenze,  ti  fa orrore. Italiano medio.

Se sei un notaio,  temi  che questi grillini possano mettere mano ai tuoi privilegi medievali e scaraventarti  nel libero mercato della domanda e dell’offerta.  Ti prende il terrore che la “libera intrapresa” garantita  dalla nostra Costituzione ma mai attuata,  possa adesso realizzarsi, eliminando quel numerino – 14 notai  ogni 100.000 abitanti  – che garantisce il tuo reddito milionario per tutta la vita. Una  garanzia tramandata  di generazione in generazione, com’è ovvio che accada in una  società premoderna. Al tuo grido allarmato segue quello incredulo  del farmacista: se gli cambi l’omologo  numerino,    lo scaraventi  nell’incubo della libera concorrenza.

E potremmo continuare senza freno raccontando di imprese e professioni protette, dell’ascensore sociale bloccato grazie ad una concorrenza drogata da norme che santificano il privilegio medievale nella postmodernità. Di barriere sociali  irrigidite dal protezionismo endogeno a tutela  della mediocrità, che costringono alla fuga l’eccellenza. Per non soffocare.

Rassicuratevi tutti. Siamo già nella  post-modernità ed ancora qui a parlare di privilegi medievali. E’ una garanzia.

Ma  i sondaggi non confermano.

Fanno bene i media a sghignazzare. Carlo Freccero dirà le solite cose incomprensibili e per questo utilizzabili a favore di qualunque vincitore e contro qualsiasi perdente. Con le stese identiche parole. Qualità premiata, consigliere di amministrazione Rai. Dote formale, esperto di comunicazione. Dote sostanziale, saper esprimere con le stesse identiche parole,  concetti opposti ed incompatibili.

Il verso del Monti, del grande poeta sbeffeggiato  da De Sanctis,   è il verso della informazione italiana.

Italia, libertà di stampa: 73° posto

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Femminicidio e femminino

Il problema di fondo sta nel riconoscimento del suo femminino da parte dell’uomo. La radice di ogni altra considerazione è tutta qui. Sotto il profilo psicologico è solo un problema di riconoscimento, identico ad ogni forma di riconoscimento io/altro. Qui gli attori sono però entrambi interni al soggetto, figure che compongono la personalità umana. Se il maschio dentro di me  non riconosce ma rifiuta il proprio femminino, assieme rifiuta la (propria) fragilità, la (propria) dolcezza, la (propria) delicatezza.  Attenzione e cura resteranno obblighi dell’altro, della donna.

Io sarò incapace di gestire il fallimento, di chinare il capo di fronte al rifiuto, di accedere alla sofferenza, il cui stadio primario si manifesta  in forma depressiva. Fase indispensabile per una ri-generazione, dove il lutto si elabora, impedendo che tutto si trasformi in rabbia.

Depressione/elaborazione è   procedura  indispensabile, non  solo per offrire il tempo-spazio psicologico affinché l’evento venga ragionato, elaborato.  Essa consiste anche nella deviazione del percorso pulsionale allo stato del simbolo, di sospensione, di mediazione. L’elaborazione simbolica del lutto, della perdita, del fallimento, evita il passaggio all’atto, l’immediatezza espressiva dell’impulso. In altre parole, il tratto simbolico umanizza la perdita, fa da  mediatore  tra la pulsione e la realtà , evitando che essa si esprima  nel linguaggio primordiale dell’atto come reazione immediata.

La donna, al contrario di ciò che solitamente si crede per una cattiva interpretazione della letteratura sull’argomento,  non è qui oggetto (del desiderio) ma soggetto non riconosciuto (per questo motivo si fa una grande confusione parlando di uomini che uccidono l’oggetto del loro desiderio quando l’oggetto vi si ribella) . La dinamica è la stessa che regola  il rapporto io/legge. Se la legge non viene introiettata-simbolizzata ( non si fa simbolo dentro di me) ma resta un decalogo esterno, potrò anche convincermi di rispettarla per convenienza sociale o personale.  Non l’avrò riconosciuta come “legge mia” ma solo come “legge dell’altro”. Io e l’altro non siamo dentro lo stesso statuto simbolico.  E l’altro assume dignità simbolica solo quando sarà stato riconosciuto quale parte di me. Se la donna, la legge, l’altro, non si fanno simboli interiorizzati, restano soggetti non riconosciuti. Per comunicare sarà necessario   un mediatore culturale, ruolo assunto spesso da figure amicali o familiari, religiose o professionali. Ma in assenza della mediazione o per il fallimento di questa, il linguaggio comunicativo fra due soggetti privi di intermediazione simbolica, degrada alla semiotica primordiale. Diventa l’atto. Preceduto dal verso, dal grido, dal segno offensivo. La parola (“la parole” lacaniana) è il luogo dell’elaborazione simbolica, il salto nell’umano dalla bestialità.  La parola non ha qui  cittadinanza perché non l’ha mai conquistata in mancanza  di un alfabeto simbolico comune che può costituirsi solo dentro la dinamica del riconoscimento.

Se riconosco il mio femminino, non potrò mai uccidere una donna. La sofferenza che proverei solo al pensiero di farlo, me lo impedirebbe. Se vincesse comunque  il moto rabbioso, avrei ucciso una parte di me e trasformato me stesso in un vegetale.

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Quanto cattolicesimo può permettersi la democrazia?

di Alessandro Somma Gli argomenti sfoderati dai politici cattolici per boicottare l’approvazione del disegno di legge sulle unioni civili, il cosiddetto ddl Cirinnà, e in particolare le misure dedicate alle coppie omosessuali, compongono un c

Sorgente: Quanto cattolicesimo può permettersi la democrazia?

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Maria incinta fuori dal matrimonio

 Da Augias mi sarei atteso argomentazioni più efficaci, che aggredissero alla radice la pretesa naturalità della famiglia tradizionale fino a ridicolizzare la credenza circa la perfezione della natura. Ad esempio avrei colto l’occasione di una recente scoperta per una sottile provocazione, accostando la lettura perfezionistica che solitamente le religioni propongono della natura con i risultati delle ricerche scientifiche . Da qualche giorno si e’ diffusa la notizia della scoperta delle onde gravitazionali gia’ intuite da Einstein, Avrei cercato di spiegare come in natura la perfezione non esiste . Che la perfezione e’ una categoria creata dall’uomo per arginare la sua eterna incertezza, l’angoscia per la propria finitezza . Su quel bisogno si costruiscono le religioni trascendentali e le ideologie immanenti. Al contrario, la natura si da’ come una serie infinita e concatenata di eccezioni. Con la scoperta dell’onda gravitazionale (intuita i tempi piu’ recenti anche daFranco Battiato https://www.youtube.com/watch?v=cLJp-YJeuzc ) si da’ l’ennesima prova della poetica imperfezione della natura che NX Zeichenkohle spiega bene qui https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10208836378457072&set=a.10201994321689929.1073741828.1542224299&type=3&theater . Ma Augias non poteva, non conosce il mio Pusher

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La guerra fa molto PIL

Parigi, ennesimo attentato.  Borse in rialzo.

Mi sembra ormai evidente: La guerra fa molto PIL . Se tutti i paesi occidentali smettessero le guerre in cui sono impegnati direttamente e sospendessero la fornitura di armi agli Stati ed alle milizie contendenti, ci sarebbero milioni di disoccupati , un calo vertiginoso del PIL e degli scambi commerciali interni ed internazionali.A questa osservazione si aggiunga l’ormai accertato progressivo esaurimento delle risorse energetiche ed alimentari di fronte all’aumento vertiginoso della popolazione terreste (10.0000.0000.0000 nel 2050) Cause, a loro volta, di nuovi conflitti planetari e di forti tensioni sociali interne.  Se due più due fa quattro, viviamo in un sistema economico-sociale suicidario.  Altro che ISIS

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La moneta cattiva scaccia quella buona. Anche nella monnezza

 

Qui Bari, Gazzetta del Mezzogiorno: foto di Carlo Giuseppe Diana. Da sabato 25 luglio persiste questa situazione. Chiamo Gassman  o Gramellini ? Un segno di civiltà dei cittadini non può sostituire le istituzioni preposte all’erogazione dei servizi. La collaborazione va benissimo, è auspicabile, per certi versi doverosa. Dobbiamo però ricordare che tra le responsabilità di chi amministra la cosa pubblica c’è anche quella di sanzionare l’inciviltà ed individuare meccanismi premiali per incentivare e rivalutare i comportamenti virtuosi. Il cittadino corretto paga molto più del dovuto : una  prima volta versando regolarmente il tributo  ( tributo maggiorato a causa delle penali europee imposte ai comuni che non raggiungono la percentuale annua prevista per la raccolta differenziata ). Lui, cittadino virtuoso,  differenzia e paga la non differenziata dell’altro scorretto.  Ed ora , grazie alla proposta Gassman  o Gramellini,  paga anche col sudore fisico la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti del cittadino incivile.

La verità è che la politica populista (questo sì, è il vero populismo, quello pericoloso perché sistemico) mal si accorda con il rispetto della regola e con l’attività sanzionatoria della infrazione e con quella premiale nei confronti di chi la regola rispetta.

La politica è ormai una risultante statistica fatta di calcoli del consenso . Probabilmente risulta statisticamente sfavorevole sanzionare l’infrazione e premiare l’ossequio alla norma. Questo dato la dice lunga sull’indole dei cittadini, certo,  ma soprattutto  su cosa poggia il consenso del politico.

In economia c’è una regola ferrea: La moneta cattiva scaccia quella buona. Nella politica ridotta ad un’espressione statistica del consenso, alla matematizzazione della realtà, accade la stessa cosa.

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Appartenenza e populismo

Scrivere definizioni da manuale sul significato del termine “populista”,   non aiuta a capire se il M5S  vi rientri o meno. Associare continuamente Grillo a  Berlusconi e Salvini,  significa essere in malafede.

In verità, il giornalismo italiano è ancorato a logiche medievali di appartenenza. Perché sull’appartenenza e non sulle competenze si è costruita la società italiana, le sue istituzioni, la politica, l’economia ed infine anche  la finanza.

L’Italia è un paese medievale dove la libera concorrenza e le pari opportunità esistono solo per chi non appartiene. per le persone libere, per i veri cittadini, per quelli che ripudiano il favore, la richiesta amicale, l’uso dell’appartenenza per fini personali. In questa Italia fare del populismo un grande minestrone ha il malcelato senso della difesa ad oltranza di un sistema medievale fondato sull’appartenenza .

Non si avrà mai una riforma dei servizi notarili o delle farmacie o della giustizia perché riforme serie in favore dei cittadini toglierebbero ricchezza all’appartenenza e la metterebbero sul piatto della concorrenza e delle competenze, del merito. Ma i sistemi feudali chiusi si difendono tacciando di populismo chiunque voglia scardinarli. Questa italia è medievale, assicura ricchezza senza merito ad intere categorie professionali. Una buona riforma della giustizia, ad esempio, farebbe risparmiare milioni di euro alle casse dello Stato ma  metterebbe alla fame metà dell’avvocatura, cioè l’eccesso medievale rispetto alla media europea. Così dicasi dei farmacisti, dei notai, ecc. ergo quelle riforme il pensiero medievale di Renzi o di altri attori politici, non potrà mai concepirle

Continuo a non essere d’accordo sul fatto che il M5S possa annoverarsi fra movimenti populisti.

Innanzi tutto non si rivolge al popolo ma ai cittadini, in un’epoca in cui i cittadini sono stati degradati a clienti o ad  utenti. Berlusconi e la lega, al contrario,  usano costantemente questo riferimento al Popolo e ritengo anch’io trattarsi di populismo da manuale.

Forse non è un caso che ieri, 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia, i media abbiano pressoché taciuto. Dove sono i cittadini? Qual è il senso oggi della cittadinanza? Clienti, anche quando fanno attività politica nella speranza -ormai innalzata a sfacciato diritto – d’essere ricompensati .

Non da risultati generali di un progetto politico, ma dall’influenza del potere di chi si è sostenuto. E’ la macchina della politica unta sin dai primissimi ingranaggi fino ai vertici di comando. Macchina che risponde sempre e solo a quel concetto di appartenenza. Per questo l’Italia resterà medievale finché la cittadinanza non riscopri la propria dignità. Poi ci chiediamo come mai tanta corruzione. La corruzione è solo l’aspetto illegale dell’appartenenza. Dovrebbe far tremare, ed ancor più indignare, l’assetto legale e giuridicamente legittimo dello scambio tra la politica e i suoi clienti, i quali hanno abdicato alla loro dignità di cittadini per favorire personalissimi  privati interessi.

Sul M5S ho forti dubbi che si posa iscrivere fra i movimenti populisti. soprattutto tutto perché ha una visione economica è alternativa al sistema della crescita infinita (mentre Berlusconi e Salvini la osannano ) . Visione supportata dal pensiero economico d’avanguardia. Insomma non è Grillo che s’inventa un’economia completamente diversa, che preveda un abbattimento delle ore lavorative , l’abbandono dell’energia fossile, il risparmio di terra agricola, ecc..ecc, .. ma Stiglitz, Fitoussi, Krugman, Bauman

Il reddito di cittadinanza viene proposto non per fare assistenzialismo e populismo – così come viene svenduto dal sistema medievale dell’informazione – ma perché c’è prova scientifica che, grazie anche alle nuove tecnologie, il lavoro, così come è strutturato nel pensiero economico neo-liberista, non assicura quella “vita dignitosa” sancita in tutte le moderne democrazie.

Certo, anche qui, si può riformare la Costituzione ed essere renziani, leggeri, e pensare…

“””Questa Costituzione è da rottamare. Blocca la ripresa economia. Nessun investitore si sognerebbe mai di portare capitali in un’Italia dotata di regole antiche che tutelano l’ambiente. Infatti con l’entrata in vigore del TTIP che stiamo spingendo con forza nel parlamento europeo,  gli Stati nazionali non potranno più tutelare persone, ambiente e cose in conflitto con le aspettative economiche di una impresa, nazionale o multinazionali. Pena il pagamento di costosissimi indennizzi . Il gioco non vale la candela. Dunque meglio attrezzarci subito.

Ciò che stiamo facendo ai diritti del lavoro va fatto a quelli dell’ambiente, e poi a quelli della salute, della previdenza, ecc. . Vogliamo un’Italia ggggiovane, snella, che sappia muoversi agilmente nell’economia mondiale senza il peso di norme, diritti e tutele , armamentario vecchio e puzzolente con cui si metteva al centro la persona umana tutelando la sua salute, il suo ambiente, il suo lavoro. Il terzo millennio non sa che farsene di questi concetti superati e stantii. Sono le aziende che creano lavoro , sono le aziende a dover essere tutelate. Il sacrificio di salute, ambiente, diritti, deve essere letto come un investimento nel futuro dei nostri figli (quei pochi rimasti) che potranno fra qualche anno ritrovarsi a vivere in un Paese pieno di PIL (a Nord come a Sud, dove ti giri e ti giri trovi PIL) . Continuare a difendere ambiente, diritti, salute, istruzione e scuola pubblica, significa, essere vecchi, da rottamare che nell’era globale inseguono ancora il diritto all’esistenza, alla salute, ad una vita dignitosa, ad un salario equo, e retoriche di questo tipo . Nella visione globale l’uomo è diventato una variabile dipendente dell’azienda. Non c’è futuro se invertiamo i termini di questa equazione. Se poi le aziende vanno bene ed investono nella finanza anziché in se stesse, e non migliorano la vita dei lavoratori e dei cittadini, non è colpa di nessuno, sono regole economiche che hanno sostituito quelle di natura e quelle sociali. Dobbiamo abituarci abituarci a questa nuova idea del mondo: Se ti arriva un cancro te lo tieni, se invecchi senza pensione è normale, se lavori tanto e guadagni poco è la vita, se ti ammali e non hai soldi per curarti muori, se vai a scuola per imparare un lavoro e se poi lavori per guadagnare poco, è così che deve andare, e potrei continuare all’infinito. #Lavoltabuona. L’italia positiva che ce la fa. “””

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Grillino a chi?

Perchè vi lasciate chiamare grillini? Perché non sottolineate mai questo abuso lessicale offensivo? Lo sapete che la dignità delle persone passa in prima istanza dalla parola? Ricordando quella scena di “Palombella rossa ” di Nanni Moretti  verrebbe da dire:  ” Ma come parli Alberto Selvaggi? ” 

Grillino è un’offesa proferita da chi è così tanto ignorante da essere in buona fede . 

A parte la brutta ironia da ebete dell’angolo legata al nomignolo, nel linguaggio di chi lo usa, vorrebbe significare:  

–  Chiunque voti o abbia votato M5S , pende pedissequamente dal verbo di Beppe Grillo.

– Privo di antonimia critica.

– Privo di una propria visione del mondo e della politica.

Loro dentro “grillino” ci infilano il peggio del vocabolario populista, corrompendo l’immaginario collettivo,  in modo che alla fine risulti:

“Sì ok, Antonella Laricchia è brava, traduce a menadito il verbo Grillo sul territorio. Ma chi l’ha votata? Sono Grillini, fanatici, esaltati e inferociti dai codici dell’antipolitica. Gentuccia che sta al mondo per seguire un capo, che se non gli indichi la strada non sa  dove andare, che se non fosse così incazzata potrebbe votare tanto Matteo Renzi quanto Berlusconi, passando per Casini, Azzolini e rime diffuse”.

Questa gente, questi giornalisti,   protetti da albi professionali   che garantiscono  lavoro, che vive nello stesso  medioevo in cui un farmacista ed un notaio hanno il futuro assicurato per legge e sfuggono alla libera concorrenza che ormai affama i più e drena diritti a tutti. . Questa gente deve rispetto a quegli elettori che non stanno in fila per un incarico, un posto di lavoro, un favore per sè , mogli, amanti, compagne, per gli amici e per i figli. Questa gente si è svezzata nel brodo culturale dell’appartenenza più che del merito e da quell’altezza butta immondizia mascherata da brutta ironia.

Questa gente deve imparare l’ABC delle relazioni umane , della correttezza del linguaggio.

La stessa delicatezza nell’uso di termini come “rottamare”, riciclare”,  riferiti alla persona.  La stessa, identica sommaria ignoranza. Sono i nazisti del linguaggio.

Perchè la persona, al contrario della bestia, vive nella parola. Nella sua e in quella dell’altro. 

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