POESIE


Senza parole

compresso è il silenzio
silenzio dell’altro
parole addensate non trovano luce
muto attorno vuoto opprime
come pace malefica s’acquieta
il pensiero nel sarcofago
rocce artigliate, i sentimenti ruvidi
rancorosi rantoli raschiano
l’anima
attendo il miracolo
acido benefico che sciolga durezze
una voce finalmente
e lacrima sgorga.
Terremoto in playback
tutto s’assesta

3
4 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Ad un amico

com’eravamo
attaccati alla vita
sanguisughe

il sarcasmo sferzante
ad umiliare gli umili
amico mio
cavalcato assieme al tuo
per non esserne schiacciato
fughe

parole attorcigliate dentro l’alba
domande infinite
a filosofare dio
per non guardare
la miseria dentro noi
rifiuti

e poi gli amori
scrutavi le mie donne
come fossero tue
intemperanze, rabbia
esplosioni d’ira
abbandoni
ero l’attore
tu pacato osservavi
compiaciuto dei miei fallimenti
al sicuro
dal tuo sarcasmo
protetto

anche gli infiniti palleggi nel cortile
i dribbling nel campo grande
i tuffi dallo scoglio appuntito
le botte prese e date
il sangue dalle mie ferite

tu vivevi dentro la mia audacia
e quella smorfia, la risata
taglio sbieco sulla guancia
che t’arriccia l’espressione
come un crisantemo
t’è rimasto segno immortale
fascino tuo
consensi raccatta
manto colorato e festoso
sulla tua viltà

2
5 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Il blu non torna

ti dona il blu
me lo dicevi con l’anima nel sorriso
ti dona il blu
mentre Roma girava attorno
noi centro del mondo
ti dona il blu
a Trastevere nella locanda
di sora Pina
tra vino rosso e fumo grigio
il blu ti dona
e mi sentivo bambino
tremare, gioia e paura
incubi di antichi abbandoni

dissimulando sicurezza
tentavo alla finestra
un pensiero solido
per l’equilibrio stabile
e presentarmi compatto
senza lacerazioni
al tuo cospetto

e stordirti di felicità
riempire il fondo del tuo sguardo
di infinito me

mi piace il blu dei
tuoi occhi verdi
il blu
d’una passione infinita
che al tempo non cede
dove sei
qui tutto sbiadisce

4
7 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Padri e figli

quando morirò , tu
sarai dentro speranze di vita
io a rigirarmi nel dolore e nel tempo, tu
ad annaffiare sogni
odiami ancora
mi sentirai ostile fino all’ultima lacrima
un dispetto del destino, cuneo
tra rancore e dolore
la pietà proverai come infamia
vertigine d’equilibrio estremo
pendola l’incertezza nel sentimento
rubandoti all’ultimo scellerato piacere
del frutto netto
dell’odio puro

0
8 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana
 

Tempi nostri

e verranno i barbari
le loro macchine
a macchiare il silenzio
rumori assordanti e parole dure
sarcasmo e cemento
verranno con il nulla imperatore
a saccheggiare idee
con emozioni forti
così le chiamano
il succo della vita
figlie di immagini
emozioni, caterva di emozioni
a scimmiottarle fanno a gara
emozioni
e l’imperatore esulta
mai un sentimento che duri più dell’emozione
attimi
eccoli i barbari dal linguaggio contratto
con l’anima a caratteri contati
strizzati all’osso
senza impegno
senza impegni con nessuno
tornano apolidi e ridono forte
dopo aver sradicato l’eterno stanziale
le case, cose e coscienze
i ricordi, massacrato generazioni
sepolto di merci le cose più belle
corrotto i sogni, infilato
dentro supermercati l’infinito
creperanno mai i barbari?

0
1 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

[Senza titolo]

a volte parlo, altre
mi ascolto parlare,
guardo vivere questo corpo
nei fantasmi più cari

3
4 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Le mie donne

come tradito
da tutte le donne del mondo
geloso di ognuna
manca l’immobile amore
inceppata dolcezza
nell’impotenza attendo

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5 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Ascoltando Chopin

desiderio osceno
porta via
perdersi è andare
ecco temo

sogno cieli tersi
immagini
inutile ritorno
amori persi

incalzanti ritmi
frenesie
brandelli umani
attimi

ritmo, ritmo
toni alti
acute passioni
convulsioni

vino bianco, tua
saliva
tra le dita, odore
di te conservo

tempo lento, ora
aduna ricordi
al bando nostaligia
malinconia

condensa felicità
mietitura
gocciolatoio di
ritmi esausti

tempo lento
riannoda
silacciate figure
dolce boccone pieno

0
6 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Resurrezione

riprendo misure e vita
nuova
il barbiere è sempre assorto
pigramente scruta
un dolore
abbasso gli occhi colmi
di vergogna

1
2 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

immagini di ieri

se quel tempo rimane
dentro l’uomo bambino
come lo scoglio appuntito
a frastagliare l’onda convulsa
di quest’altro irruente

il fare rallenta
torna il pensiero fecondo
amore per la parola
il caldo del fiato amico
di un’ascella finalmente il puzzo
rigenerate relazioni umane

0
5 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Abbracciami

E tutto questo
questo dolore, ha senso?
altalena di ferite
partita doppia
colonne contrapposte
io e voi
debiti e crediti
e non c’è saldo

dov’è il mio avere

giorni solidi, mancano sorrisi
duri come lacrime di cristallo

incubo, la follia cosciente

sei miliardi siamo, siete

ci sia uno
che sia uno almeno
capace di abbracciarmi?

0
8 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Confusione nella camera di compressione

Il singhiozzo
del motore a scoppio
ingolfato
punterie difettose
modelli ascensionali imperfetti
flussi compressi

combustibile e comburente
a contendersi il cilindro
di quest’anima confusa

pistone ingrippato
da biella traditrice

vado e vengo
su e giù
se decide il destino

1
8 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Amore universale

divoro brandelli d’amore
solitario e sottopelle
inconsapevoli donatori di vita
piccole figure anonime
fortificano muri all’angoscia
forza nuova e paura fuse
andirivieni di lacrime e resistenza
gira un sangue rosa
tenerezze sparse
femminino di uomini e donne
è il pasto mio oggi

0
3 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Sorridi

non è contraddizione
sono coerente con la diversità
che mi compone

pago tariffa doppia
per un posto scomodo
nel vagone traballante

onestà con poco senso
per un viaggio senza fine

stupisce l’occhio al finestrino
se incessanti sfilano processioni
di menzogna consumata in forma nuova

stupore che si fa noia
se facce tutte diverse
dicono uguale egoismo
velato d’ipocrisia leggera

leggerezza
scritta da un taglio sghembo
zigomo-labbro superiore
contorce il viso
che ormai chiamano sorriso

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4 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Slow

pensiero lento
che allunghi il tempo
e sosti spesso nell’altro

un altro

che non sia frigorifero
nato male ad arte
intercambiabile
scambiabile
sostituibile

un altro lento

che resisti al perturbante
eccitazione di correnti veloci
a fantasie da mouse perverso
alle sue paure, alle mie

che non si cambi

un altro fisso come un faro
incastri nello spazio piccolo
l’incessante rincorrersi di soluzione e conflitto
odio e amore per la dipendenza, qui

ridisegni la libertà infinita
smascheri la sua ideologia
cancelli quelle finestre false
disegnate sul muro

chiuda anche la porta per un po’
ma che resti
un altro che resti
nel mio bisogno di rinascere
rallentando

1
2 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Senza tempo

goffamente imprendibile
l’orlo del grido acuto
ovale in pietra matura
parole e parole
prodotti tipici
parole italiane

attorcigliate in tivù
mangiano tempo ai vecchi
i bimbi crescono storti
parlano stretto e veloce
tvb, gg no, dmn forse

natiche arroganti
rincorrendosi scodellano
mordono vita su marciapiedi anonimi
assieme
cointeressati coassisititi
co co co

città brulicanti di giovani sessantenni
pensionati scippatori
di tempo
mercanti di droghe e peperoncino
visi estasiati su varici sempre in pressione
polpacci, cartografie idrogeografiche
l’età non esiste
l’età non esiste
muoiono giovani
li seppellisci con occhiali viola-violacei
gli eterni immortali

1
4 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Padri distratti

pochi giorni felici
io e te
tieniti quelli

non serbarmi rancore

ci stanno nel taschino
ce l’hai un taschino?

e stringi il  pugno
per non perderli

tintinnano qulche sera di luna scema
di pub noiosi e facce piatte
grosse moto, house a manetta, il gincola
s’ammosciano sul viso ombroso

te li rigiri un po’ nelle  dita
vedrai che brillano
picchiettano i polpastrelli
limano  musei di pietra

non serbarmi rancore

è un’eternità che sto lì ad aspettarti
in quei giorni prigioniero

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6 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

L’ombra del contabile

vorrei staccare il corpo
dalla mia ombra
e con l’attimo
tagliare lo sguardo dei vent’anni
tirarmi dietro quell’anima irruente
strapparla al tempo
alla sua storia
spingerla nel burrone del silenzio
congelarla
nell’attesa di niente

che il nulla accada, è beneficio
come vivere fosse malvagio
essere per colpire e succhiare
si compenseranno mai frustate, baci dati
le carezze mancate?

quale contabile assumere al rendiconto finale?

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2 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Know how. When?

decidi tempo

e prendimi schietto
tra sassi scivolosi
di felicità inique
oblique
ubiquità del bene
residui lamentosi e amori scomposti
girandola paziente di tombe e culle
a rincorrersi

decidi che fare
di quest’ansia viva
repressa e compressa
come mortadella

che fare
opportunità infinite
di marketing e know how
di giovani e giovani
e infiniti giovani
dove non s’invecchia mai
scomparsi per sempre

decidi che fare

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2 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Il temporale

E se ci sei  l’inverno è amico
sulla panca marrone seduti
col naso alla vetrata
un cielo trafitto da lampi improvvisi
e tuoni strozzati
lontani
e castagne odorose al fuoco

su in collina i ricordi volteggiano  nel valzer smozzicato
e poi  giù
sgocciolanti dalla  grondaia

vapore d’incenso serpeggia nelle stanze in penombra
chiama immagini di chiese vuote e sacrestie ordinate
e punizioni

oratorio e refettorio
cortile dei cento palloni, dei mille bambini
le partite incrociate nel groviglio di gambe nude
le parolacce a mezzabocca e croste sulle ginocchia
che don Mario accarezzava senza ritegno

e ancora sacrestia e strani giochi
e buio e nascondigli
e le tue lacrime spiate
ed i mie occhi  non credevano
alle mani di  quel porco
spinte
fin dentro l’indecenza.

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4 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana


Le sere

le sere le sere
come pensarti fra parole e fumo grigio
all’osteria del padre
e gli anni gli anni
arrampicate speranze a vorticare birra chiara

tu dove sarai
su musi lunghi e facce scure
nei ragazzi, tra i denti che schizzano sorrisi
nell’ansia del futuro

o terra ferma
pensiero e azione sposi

le gioie strizzate addosso a cementar la vita
che non ti sfugga un rischio
severa severa tu

il tempo gira e perde direzione in te
poi dritto dritto in braccio alla fine
per tutti noi

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‘ v:shapes=”_x0000_i1065″> 1 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1066″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Per mio figlio Alfredo

ti cerco sotto il cuscino del divano
per i nostri giochi
nascondino, palla al muro e trottola di Fano

sei lì, ho fiuto, ti sento,
scappi dietro la spalliera
o sotto il tavolo
a stento
sgusci fin dentro la panca di noce
rannicchiato
cercherai forse una pancia, una voce?
sghignazzi a spiarmi ricurvo e incastrato
tra le gambe della sedia cadente
che raccolgo al volo per le tue risa
e la mia faccia da demente

ridi e sghignazzi e allora faccio il cretino
per risentirti all’infinito ridere e sghignazzare
ripeto tutto con puntiglio certosino
sommovimento e trambusto, sedie e tavoli per aria

e non ti reggo più, tu scoppi e scoppiamo
la stanza è una risata in lacrime
stramazzati a terra come conigli felici
a rotolarci beati e scemi

o forse sogno
se entri col tintinnio di chiavi fra le mani
alto come lo stipite
con voce che sembra la mia, e dici:
papà alzati, che fai, stai da cani?

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alt=”mi piace” style=’display:inline-block;background-repeat:initial initial; background-position-x:-22px;background-position-y:0px;right:0px alt=”non mi piace”;display:inline-block;background-repeat:initial initial; background-position-x:0px;background-position-y:0px’ v:shapes=”_x0000_i1067″> 6 commenti     v:shapes=”_x0000_i1068″>  recensioni      autore: Carlo Diana

11 settembre 2001

niente poesie oggi
nessun pensiero lieto
nè languide tristezze
ad accarezzar la mente
parole sogni preghiere gioie
inutili svolazzi
tra sensazioni appassionate
e ricordi si sé e per sé

niente di me oggi
il vuoto del nulla
padrone assoluto del mondo
è
nei miei pensieri

quassù ad occidente
giovane donna in nero
lo sguardo al cielo
perso
dietro la torre che non c’è

laggiù ad oriente
un vecchio non ha più lacrime da offrire
scambiate per un fiore
disperso a petali nel vento
insegue
un figlio che non c’è

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‘ v:shapes=”_x0000_i1069″> 2 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1070″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Vulcani

amori non amati
mai detti
nascosti nell’uno
sorrisi lievi
fughe di fantasia
brividi solitari
eternità dell’attimo
parole sospese
implodono passioni
come vulcani
dentro fuochi
eterni

1
4 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Giornataccia

oggi ho messo un bottone
occhiali in punta di naso
e l’ago
tra la finestra e gli occhi

gli occhi tuoi
mancano
parola e silenzi
in giardino
mancano
foglie e assenzi

le fughe i ritorni
il fitto scade
crosta sui muri
e piatti sporchi

tuo padre muore
in ospedale

attacco un bottone
al mio funerale

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v:shapes=”_x0000_i1073″>8 commenti     v:shapes=”_x0000_i1074″> recensioni      autore: Carlo Diana

Tornando

tornando dal viaggio breve
nel treno del sabato
zeppo di provincia
assetata di città

l’onda corta al finestrino
mi fa l’occhietto
con la schiuma nel sorriso
tra gli interstizi dei sedili
manda a fischiare il maestrale
al treno
l’ordine di fermata

scendo senza un capolinea
col passo eccitato
infilo il lungomare

nel tramonto che tarda
s’illumina la città di rosa
quella vecchia sullo sfondo
svetta a punta
nella cattedrale

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‘ v:shapes=”_x0000_i1075″> 2 commenti     ‘ v:shapes=”_x0000_i1076″>  recensioni      autore: Carlo Diana

WEEKEND

esci di casa ed è merdaio
vezzo di cittadini col bene comune
terra di conquista
e se resiste
si piscia dentro e tutt’intorno

me la godo di domenica
la città
se il fetore rimane
non sgomito sul marciapiedi
e girano biciclette
per strada

fuori, via, andate per campagne!
per barche
giocate ai marinari
nei loculi di provincia
casa in collina, al mare,
si va, si torna
che bellezza!

la fila in autostrada
inizia nei salotti
il venerdì sera, al massimo
s a b a t o m a t t i n a

negli occhi luccicanti
realizzate il sogno
m o g l i e d u e f i g l i
monovolume
personaggi di pubblicità
manca solo la Barilla
o il filaefondi

sbavate cinque giorni
davanti al televisore
e poi
s a b a t o e d o m e n i c a
tocca a voi
pubblicità in carne ed ossa
din don
che felicità!

tutti in fila su, ordinati
nella stessa riga
soldatini impacchettati
e figlioletti
sul sedile posteriore
teste chine
dentro cellulari
a smanettare tasti
essemmeesse
e ticchettii veloci

tornate lunedì
il cesso è pronto

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‘ v:shapes=”_x0000_i1077″> 9 commenti     ‘ v:shapes=”_x0000_i1078″>  recensioni      autore: Carlo Diana

che sarà?

attorciglia lo spazio
sgambetta tra i pini
risale la china
per poco
e pare la giostra
dei bimbi
o scarne le anche
d’un vecchio
provate e contorte
aggrappate alla schiena
di vertebre stanche
il fiume

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‘ v:shapes=”_x0000_i1079″> 3 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1080″>  recensioni      autore: Carlo Diana

La prima riga

scrivere per me è lottare
col foglio nei ricordi
tra sentimenti
dolori assopiti
ombre sfuggenti

scrivere è fatica immane
infilati nella penna
fantasmi di madri e sorelle
groviglio di voci acute
coloratissime risate
odori di sughi e pesci fritti
lamenti bui e qualche lacrima
tintinni, piatti e bottiglie
e botte
quante botte scoppiano nel foglio

amanti, amici
ragazzine e cosce bianche
profumi acerbi, gite in pullman
stonatissime canzoni e cori
i miei silenzi
lunghi anche cento chilometri
mani sudate di timidezza
timidezza stronza

e gli odi antichi restano
come imbalsamati
guardiani del pensiero

ingorgo di vite preme in punta
alcune impaurite retrocedono
e mi tocca acchiapparle in malo modo
e spingerle giù dalla diga
altre spaccano il bianco
puttane in prima riga

0
‘ v:shapes=”_x0000_i1081″> 6 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1082″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Animali

capra a testa bassa
timida, annusi le tue ossa?
gatto, la segui e sogni spine
pesci da sgranocchiare

topo puzzolente di tenebre sei colore
dritto dritto ti infogni nella fogna
bassa anche la tua testa
orso, tu l’alzi
solo quando azzanni

come il cane che festeggia
su due zampe
un padrone dal collo alto
cranio puntato al cielo

tu uomo
solitudine
unica testa alta
stizzoso imbecille
vergogna di natura

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v:shapes=”_x0000_i1083″> 6 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1084″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Poesie

dolci poesie
di cose passate
lente un po’ grigie
lacrime nascoste
fra le righe
o pioggia a dirotto

quelle colorate
da piroette e musica
processioni
di gioia e passione
entrano dagli occhi
scavano cunicoli
seminano germi di vita
sottopelle
e tutto trema

vita che irrompe
nelle parole
le inonda e trabocca
come uva appena raccolta
nel cesto
canto della mela
tra i denti
sangue di gelsi rossi
sul muso e nelle braccia
dei bambini

parole che scoppiano
fra le mani

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‘ v:shapes=”_x0000_i1085″> 4 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Sentenza

domattina non mancherò
tu non mancherai

da anni ci studiamo

e lì saremo
io di fronte a te
a occhi bassi
e temo

guardare la vita
la vita mia
ansimare
fra le tue dita

colorarsi nel disegno
di parole dotte
a testa china io
e lo sguardo indegno

se quella smorfia
che sgomita sul viso
quando ti dai
alla danza
dell’intimo narciso

sul discorso teso
come coltelli
è il verbo atteso
da chi ti crede

o dimmi se è pietà

diritto
che versi sopra gli uomini
a gocce fredde
a fiotti caldi

o siccità

per i più assetati
di stragi senza nomi
dentro il foglio tuo
per leggi scritte da assassini

se è l’ira
a colorarti il viso
o rancore che rigira
nel pugno secolare
come lo scrigno
dell’antico re

se ridi di condanne
se patisci di ferite
se questa carne umana
di buchi neri
di unghie sporche
puzzolente e spesso insana

tu l’hai mai toccata

io non ti credo
il sangue di giustizia
non dorme dentro un foglio
sentenza non m’inganni
nera la tua toga
nasconde un grande imbroglio

0
2 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1088″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Dolore di donna

pettinata al filo di luce
persiana impertinente
– ti ricordi il ferretto difettoso? –
un alito e si schiude

nello specchio, con l’alba
rimbalza un grigiore
sulla forcina, tra i capelli, negli occhi

vienimi incontro dal viale
i castagni taceranno
ti giuro

c’è un dolore nell’aria
e parole per non dirlo
cos’è che nuvola fra gli occhiali scuri
dentro il cappotto
sotto il maglione marrone, cos’hai

sfiorarti la mano
è scarica di cielo in tempesta
devo tenerla fra le mie
l’altra, dalla guancia tormenta i capelli
– sembrava un vezzo normale –

le braccia si cercano, cani d’istinto
si toccano i corpi
carezze pesanti
strette asfissianti

indomite morse
gli abbracci
nodosi legacci

un lamento sottile dentro la voce
dalle viscere del mondo, s’arrampica
parola che inciampa
negli appuntiti singhiozzi
schizzi di lava

scoppia il dolore dal ventre tuo
scoppia il dolore
nostro
è morto
il figlio

1
v:shapes=”_x0000_i1089″>11 commenti     v:shapes=”_x0000_i1090″> recensioni      autore: Carlo Diana

Linguaggi

ecco, senti
la mia carne dentro la tua
sudore appiccica le pelli
odore primitivo di animali
corpi che staccati si richiamano
sicilia e calabria
due braccini tesi
a tenersi, a respingersi
disperazione
ferocia le ha tagliate
due destini
isola e continente

cosa sogno
col capezzolo fra i denti
vibrazioni
la mia pancia sotto la tua
scendi
ad ogni scatto del mio rene
come a cercarsi il fulmine
un giaciglio
ti raccolgo
furia di natura
cresce di violenza il desiderio
si attendono
fantasie solitarie
per graffiarsi e sanguinare
appagate
colme di mancanza

0
‘ v:shapes=”_x0000_i1091″> 7 commenti     ‘ v:shapes=”_x0000_i1092″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Pozzanghere

com’è che dicevi
con la faccetta seria seria
disteso sul sedile posteriore?
“papà,  s’arrabbiata l’acqua!”

voci di  pozzanghere schiaffeggiate
trafitte
da gomme ansiose
fretta, traffico, ritardi
e pioggia sui vetri

disegni con le dita
le mie e le tue
canzoncine inventate
come le fiabe della sera
per regalarti un’allegria
e
nascondere
quel rancore copioso
verso tua madre.

Come facevo a sorriderti mentre morivo?

0
‘ v:shapes=”_x0000_i1093″> 5 commenti     ‘ v:shapes=”_x0000_i1094″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Periferie

ho letto la tua voce
gridata
sul muro di Saigon
e la viltà dell’uomo bianco
bambina di Saigon

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‘ v:shapes=”_x0000_i1095″> 6 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1096″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Io, morto

non cercarmi
per le strade del centro
vedresti la mia ombra
in quel solco laterale
della bocca
che fa d’un sorriso
l’automa
su facce imbiancate
dall’ebete “salve!”

nelle  periferie
tra ladri e bestemmie
e piedi scalzi di bambini
non ci sono
sotto lo sguardo sbiadito
delle mamme alla finestra
e  madonne  pendolanti
dalle loro medagliette al collo

non guardare
nelle tasche dei preti
sul cilindro del mago
dentro la nota d’un violino
se è pace che  tramonta
tra le gambe d’una puttana

nel cielo trafitto
dalla vetta più alta
non mi vedi
nel grido
dell’ultimo gabbiano
nel fetore d’un tradimento
nelle mani di chi
ha solo dato
nella retorica
del bene e del male

nei  cortei
ai raduni
dietro  funerali
tra lutti di famiglia
nelle foto della sposa

io non  seguo
quei  sogni tutti uguali
luccicanti
non mi trovi, tu non mi vedrai
tra scaffali
di grandi magazzini

io son morto
amore mio
ucciso
dalla parola tesa
sotto sguardi affilati

0
‘ v:shapes=”_x0000_i1097″> 7 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1098″>  recensioni      autore: Carlo Diana

L’anima di lei

certo conosco
del suo corpo
il fremito
e lo sguardo
tolto
dei suoi occhi

e quel suono sottile
che accompagna
la parola al gemito
e seni bianchi
e carezze tese
conosco

ma l’anima sua
è
bassorilievo di dune
la sua pelle
se la sfioro appena
due ciuffi d’erba
gli occhi
sul gesto inatteso

con le mani
disegno nell’aria
figure
per i giochi
nell’anfiteatro
di marmo bianco
del suo sorriso

0
‘ v:shapes=”_x0000_i1099″> 7 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Un boccone

prendo il tuo pregiudizio
sul palmo di mano
lo accarezzo
con la parola sarcastica
e con le altre parole
tutte di plauso, festose
tanto non capisce e
pavoneggia ancora
balla in punta
mie dita, sue gambe
primadonna
un cigno
su palmo di mano, lago
rido di rabbia
stringo il pugno
e lo ingoio

0
6 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1102″>  recensioni      autore: Carlo Diana

L’orologio

questo mi piacerebbe
calpestare le lancette
spezzettarle farne farina
leggere l’ora alla finestra
sole che sale
nel caffè dei piani bassi
giocato a scivolo
sbatte forte i piedi
sul naso, nella mia bocca

sull’assenza d’ombra quando
ceci in cottura
tintinnii di bicchieri e piatti
arrampicati alla grondaia
tirano su voci
sbuffi d’affanni frettolosi
e telegiornali

questo mi piacerebbe
bruciare orologi e calendari
che il tempo entrasse dalla pelle
misurato in sensazioni
scrivesse momenti
con lancette disubbidienti

mi piacerebbe riconoscere una madre
dall’odore del grembiule
non m’importa se cambia nome
sia chi sia
una madre


Carver

tramonto dietro il mio omero destro
davanti, a sud
le nuvole
che fanno, giocano?
dove prendono luce?

a sinistra, spicchi di mare incagliati
tra i rombi dell’antenna enorme

che svetta
più alta del mio terrazzo

giù le grida dei ragazzini
qualcuno ha già scippato

io leggo Carver e mi fermo
l’occhio s’incastra nel gioco di nuvole
a chi ruberanno quel rosa azzurrino?

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‘ v:shapes=”_x0000_i1103″> 1 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1104″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Maschere

guarda un viso
come un oggetto
ne cogli forse l’ombra
il contorno
niente

spialo mentre pensa
parla
s’accinge
nel gesto più banale

ne sfiori la bellezza
quella sua
quella vera
e mai si darà
all’occhio tutt’intera

un viso è ricamo
di attimi cuciti
su trame sempre nuove

seta di sorriso
viola di rancore
dolcezza e nostalgia
brividi di passione

tessuti a maglie strette
intrecciano nel tempo
maschere e marionette

un viso, un viso vero
non si fa vedere

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‘ v:shapes=”_x0000_i1105″> 7 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1106″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Le chiese di Dio

se c’è Dio non ci sono io

non perché non l’ami, non lo rispetti
ma a guisa dell’uso truffaldino
che di Lui le chiese fanno
e il gregge che le segue
pel giro largo
di tempo
che a lor conviene

come un pupazzo di scorribande
lo menano di significati in significanti
a inquinar le acque dei fiumi
i mari di parole
e quelle sante

di ritorno da quel giro
nasce l’ebete
a servizio suo e d’altre chiese

di guisa che
a cadenza cadenzata
l’ebete si fa nanetto
o gigante che comanda

ciò non di meno
la pausa va apprezzata
d’un secolo o cinque anni

tornerà il nanetto al gregge
catturato come Dio
dentro le chiese

0
‘ v:shapes=”_x0000_i1107″> 5 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1108″>  recensioni      autore: Carlo Diana

La goccia

a ridosso
di cucina a quattro fuochi
fianco di lavatrice bianca
liscio laccato luccicante

scivola
lombrico trasparente
vanesio si contorce

strade di vapori
succulenti
legumi in bollitura
fumi di stracotti

eccitato s’attorciglia
eros
danza primitivo
punta al pavimento
e muore

asciugato sul lenzuolo
di lavatrice bianca

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4 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Erin

una sera di freddo
t’inventerò
sulla schiuma dell’onda
per rubarti al mare
e cucirti addosso
un sogno

brandelli di speranze
ferite e coraggi

frantumerò per te
la roccia forte
delle certezze
in polvere di niente
fra risate liberate

e giochi di corpi
nudi finalmente!

l’arte della libertà
segnerà timida la strada
tra infinite conchiglie
piene di dubbi

giocheremo a raccoglierle
a nutrirci di domande
tornerà il mare
a prenderci

senza mai una risposta

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v:shapes=”_x0000_i1111″>1 commenti     v:shapes=”_x0000_i1112″> recensioni      autore: Carlo Diana

Borgo antico

notte inquieta
il mare sfonda la riva
tre archi nella muraglia
nasce città settimina
di tramontana frettolosa
e scirocco insolente

porta storie di pirati
tesori rubati
grandi isole oceaniche
nobili sogni un po’ stanchi
chiamano riparo
un attracco sereno
giro di prua è svolta sicura
Mediterraneo

vicoli storti come braccini
tentacoli di cento polpi
sullo scoglio secco
a non perdersi oggi
devi seguire l’ombra sbilenca
sui muri dei bassi
le voci dei bambini
aperte nello slargo improvviso
ferita rattoppata in centro
quattro mattoni neri
sul fantasma di fontana
tutt’intorno tristezza svanisce
dentro chianche gialle lisciate
per cent’anni
da giochi scalzi

stradine arricciate
strette e veloci
palestra di gambe assassine
di fughe e lame improvvise
donne e nonne
sentinelle e sbarramenti

ai poliziotti dei nuovi mercanti
al cemento che invade
all’acqua rubata

preghiere e chiese
di sera
bestemmie al mattino
è vita di borgo

oltre le mura la legge
oltre le mura la città

0
‘ v:shapes=”_x0000_i1113″> 6 commenti     ‘ v:shapes=”_x0000_i1114″>  recensioni      autore: Carlo Diana

la bicicletta e il mare

mi piace pedalare
contro tramontana
sfidando il nord in faccia

al  guinzaglio l’Adriatico a destra
fa una esse dal porto alla spiaggia
poi molla la presa

il vento sguscia sul fianco
mi tasta un po’ il culo
si oppone di lato
accarezza la schiena

sul rettifilo della pineta
ritorna
a schiacciarsi sul petto

nel naso
mi lascia gli schizzi
di alici nettate
sbattute di polpi

riprendo il mare al guinzaglio
nel corridoio di vento
odoroso di lui

1
‘ v:shapes=”_x0000_i1115″> 3 commenti     ‘ v:shapes=”_x0000_i1116″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Immortale

parole come gradini
con affanno salgo

in cima, il vuoto dinanzi

un bimbo ed un vecchio
abbracciati

il tempo si ferma

nera signora
non ho più sillabe
né strofe né anni
da regalarti

ma se amo
nell’ultimo respiro
fin sull’ultimo gradino

sono immortale.

0
3 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1118″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Incontri

solo due parole
sconosciuta
desiderio di guardarti
impotenza
sentirti vicina
alle mie spalle
ansia di primavera
di donna

visi impacciati
ritrovati
in quello sguardo
eterno
gioia infantile
sentirti ancora
presenza
estranea e intima

2
‘ v:shapes=”_x0000_i1119″> 1 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1120″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Maremio

t’ho sfiorato
mentre nascevo m’accarezzavi
cingendo la riva
di onde brevi e lente
culla di brezze profumate
e risacca di maestrale
sibilo d’arpe e violini
ninna nanna in do minore

mi regalasti il coraggio
del primo tuffo in te
quando tra bambini
il gioco si fa serio
e la vita si offre tutt’intera
paura stretta fra le gambe
chiusa in pantaloncini
raggomitolati in un sol gesto
sputati in terra con violenza e sfida
come gli uomini del cinema

son cresciuto
portandoti negli occhi
e nel sangue
ho spiato la tua furia
quando t’alzavi maestoso
spezzando pietre nel vento
mentre la città arretrava
e la gente accartocciata
tra bestemmie e maledizioni
io ero lì
ad amare la tua forza
col coraggio che m’ha fatto uomo

ti ho sfidato
nelle fughe solitarie
quando voci e grida
si facevano confuse e lontane
fino al silenzio
e la riva fune sciolta
echeggiava
il suono fresco dell’acqua
rotto solo dalla mano decisa
finalmente s’era soli
io e te
e la mia paura
e il mio coraggio
io dentro di te

quanta libertà m’ha regalato
guardarti
negli occhi del primo amore
il tuo profumo diventava il suo
e t’ho amato mentre l’amavo
sul tuo letto di sabbia e vento
e passione

maremio

poi mi son girato
verso la vita che sognavo
t’ho tradito
regalandoti le spalle
e mi son perso
nelle città tra le luci
nei giochi d’illusione
fra la falsità della gente
e la mia

ho camminato
fino a sfiancarmi
nei vicoli stretti
di passioni ardenti
tra corde tese di chitarre
e seni bianchi e caldi
scolpiti da Dio
nel mio giovane sguardo
e divorati
con la furia tua

maremio

0
v:shapes=”_x0000_i1121″> 2 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1122″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Le finestre

Serrande basse
e tende tese
su spazi immobili
movimenti assenti
dicono un dolore
forse un lutto
raccolto di fronte a me
guardo dalla finestra

senza mai parola
all’anziano signore
già vecchio mi pareva
dal mio angolo giovane
trent’anni fa
neppure un gesto
a sciogliere gli sguardi
e qualche diffidenza
per evitarli

piccolo e operoso
forse è lui che muore
oggi

leggo il dolore
nel profilo del nipote
inquieto e riservato
alla finestra
appare come un lampo

giovane sguardo ansioso
soffre una perdita
e scrive la mia età

ping pong del tempo
tra le finestre.

0
‘ v:shapes=”_x0000_i1123″> 1 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Il viaggio

Prendimi la mano

entra in questa poesia

tra rime bastarde

proverai quel che provo

parole silenziose

baceranno i tuoi seni

e metafore sottili

per stringerti forte

spogliati amore mio

dalle paure e dai sogni

d’ogni abito consumato

dal tempo

da emozioni malate

brucia i tuoi ricordi

come lo zingaro la casa

la memoria è un inganno

che si nutre del sangue

di libertà che uccide

barca vuota

voglio vederti navigare

nel mare di passioni

e sensazioni inattese

minacciose

come scogli di notte

ciò che senti

in questi versi

stradine dell’ignoto e del nuovo

sono tenere paure

sono fiori di campo

tu rinasci amore mio.

0
2 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Certe notti

Io resto esausto
di rubare
ancora al tempo
un gioco di capelli
sciolto con l’alba
sul viso
di sale e vento
bonaccia
coda di maestrale

fra quelle righe storte
ch’era il mare
ieri
disegnavi regole
col corpo
per le mie mani
che adesso scrivono
fra i capelli
note di spartito

che pace qui
e che tormenti
certe notti
inseguite sui muri
dietro ombre di noi

e quei silenzi
chiassosi
di lettere
mai scritte.

0
v:shapes=”_x0000_i1127″>2 commenti     v:shapes=”_x0000_i1128″> recensioni      autore: Carlo Diana

Settimino

Scoppiò
quel suo viso
come un sole
sulla nostra meraviglia
nascendo
assieme al suo sorriso
in fretta
senza il tempo
per coglierle quel fiore

io nascevo prima
molto prima

col fiato tiepido
s’infila nella folla
fiuta un’attrazione
le mie spalle
primavera

io la sento prima
molto prima

una sera
serpeggia la dolcezza
avvitata
come il fascino discreto
e veste la tristezza
d’un abito l’inganno
s’agghinda d’un sorriso
impudico e proteso

è di certo la signora
quella bella
quella mora
la morte che carina
io la sento prima
molto prima.

1
‘ v:shapes=”_x0000_i1129″> 0 commenti     ‘ v:shapes=”_x0000_i1130″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Marina

Cos’era Marina
ribellione silenziosa
forza per soffrire
catena d’energie
faccia a faccia
di paure e coraggi

cos’era quel gioco
di femmina e madre
uragano di sensi
e angoscia
groviglio di fughe
e silenzi
per consumarsi la pelle
strofinando fantasie
nelle sue mani

cos’era
quel nero di occhi
inchiostro
libro di follie
e canzoni

io seppi perderla
e lacerarmi
e certe sere
di pane e sale
di…
di meridiano est
sanguino ancora.

0
‘ v:shapes=”_x0000_i1131″> 4 commenti     ‘ v:shapes=”_x0000_i1132″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Sapori

Vorrei essere
quel velo di tristezza
che ti fa bella
nuvola sul tuo sguardo
grigio che confonde

poggiare l’anima su questa sedia

respirare il tuo silenzio

trovarti in quell’angoscia

conoscerti e viverti

adagio

2
‘ v:shapes=”_x0000_i1133″> 2 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1134″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Momenti

Ci sono momenti
momenti
infiniti come il mare
prendono l’anima
in un vortice di vita e morte
e vita
nuotare al largo
dove l’orizzonte è un cerchio
la scelta della riva
un raggio
uguale all’altro
inganno
nella geometria della vita
solo raggi disuguali
ogni scelta ha un suo futuro
come ogni madre un figlio

ma oggi ho
le calze rotte
vado a piedi nudi
per nasconderle
e sento già che brucia
l’asfalto di periferia
di vetri amianto
e sassi consumati
dai giochi dei bambini
di breccia bianca
dietro il mio cammino
lentamente
si fa polvere di cemento
e poi terra
finalmente terra rossa

sento forte
lo stacco tra
i due mondi
e salto
dalla tela di un film
dalla celluloide
alla vita

nelle zolle da affondare
terra umida e calda
come una madre
accoglie ferite
rigenera il sangue

e scelgo di restare
avvolto
in questa terra
a guardare
quel grande mare immenso
che da qui
sembra un arco
mare mutilato
orfano del suo infinito
smarrito
nella celluloide
di un film
incastrato
nel cemento di
periferia.

1
‘ v:shapes=”_x0000_i1135″> 4 commenti    ‘ v:shapes=”_x0000_i1136″>  recensioni      autore: Carlo Diana

Certe cose

Le cose che nascondi
son così vere
guardarle coi miei occhi
vedresti tenerezze
timide e confuse

nel gesto che dispone
il pane sulla tavola
e tutte le altre cose
ognuna al posto giusto
sguardo basso di bambina
che non sbaglia, non può sbagliare

quando l’attimo dipingi
con le ciocche fra i capelli
curva precisa e silenziosa
che tutto il corpo segue

un rito si consuma
senza memoria
la memoria che cos’è?

t’ho seguita
mentre camminavi
tra le ansie di città
rubandoti gli occhi
dalle vetrine
un guinzaglio il mio sguardo
sui tuoi fianchi

il sorriso sopra il libro
il nostro libro
finalmente
il viso tuo
quando pensi a me.

0
‘ v:shapes=”_x0000_i1137″> 3 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Uno

Dividiamoci
spacca quest’uno
lingua affilata
taglia l’acino
in due gobbe di luna
di fine estate
prendi la tua

dividiamoci
anche i ricordi
polvere di tempo
semina la tua corsa
e non girarti
non girarti mai
lasciami intera
l’immagine
e gli occhi
di ieri

odio
quella metà di vento
ambiguo
frantuma lacrime
o spinge
una giovane pioggia
e gioca
con occhi nuovi
che non conosco

grande lenzuolo
il buio
chino sulla vita
raccogliendo
raccogliendomi
nei pezzi di ricordi
nell’altra metà
di vento
nei tuoi occhi
di ieri
ritento l’uno

0
5 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Libertà

Lei è oceano
senza inizio
amo le sue radici
sempre in cerca di terra
nel mare immenso
pronte da spiantare
già ad ogni porto

la terra ringrazia
diventa leggera
felice
libertà resa
di generare ancora
altri

lei è oceano
fa della terra
madre di figli liberi
terra di tanti

amo di lei
la sfida
i perchè infilati
nelle ovvietà più ovvie
generano scompigli
riflessioni
amore della parola
che ritorna viva
con anima e dignità

amo di lei
gli occhi attenti
sulle parole
animate
liberate dall’imbroglio
per l’uso di tutti
ed io le raccolgo
parlo parole
ciliege mature
in pieno inverno

io l’amo quando
come capelli
annoda
sulla testa
radici al vento
catturate
in una grossa forchetta

io l’amo
nel gesto di libertà
e lecco le sue lacrime
è mia la sua sofferenza
l’àncora è tolta.


Fierezza

Sguardo severo sul mondo
e su te stessa
fiero e diritto
come una quercia
punta alla tua coscienza
minaccia che incombe senz’appello;

pensieri liberi e giocosi
fiori di campo
usciti all’alba
da un quadro di Van Gogh
d’un tratto si fan cupi
rigidi e geometrici soldatini
sfilano cadenzati dalle tue paure
armati di corde e lacci sottili
s’intrecciano a rete
fino a catturare la fantasia
nobile ostaggio della tua fierezza.

0
2 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Corpi

Rieccoli i corpi
tornano ribelli
e scoppiano

silenziose le mani
salutano braccia
staccandosi
accarezzano angoli
di strade

sangue zingaro
libero
abbraccia l’asfalto
come un’ombra
senza
nemmeno un fiore

gambe
falcate impossibili
ultimo volo
olimpiadi di morte

corpi straziati
da un metallo
non so bene
impoverito dicevano
uranio sì
impoverito

impoverisce
anche il corpo
che spara
col sangue in casa
nelle vene
senza ribellione
e nutre
un’altra morte
lenta.

0
2 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Rabbia

Pesanti densità
compatte
blocchi tra emozioni
pensieri cementati
cubi di rabbia
nel fiume del sentire
nuvole di sabbia

vita che preme
sul muro largo
del rancore
maschera di adesso
copre l’antico
indicibile e compresso

prestami lo sguardo
tenerezza fra le rughe
fantasma di madre
lanciami i tuoi occhi
castagne ingabbiate
quadro di ritocchi

soffiami
il ricordo di me
che fu nel gioco
del sangue tuo
un grido roco

spingilo
dentro righe di lava
frantuma gli scogli
rancorosi
sgombrami il respiro
da macigni rabbiosi.

0
6 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Tintinnii

Con occhi chiusi
senza fretta
dietro la linea del vento
accarezzami
da un punto lontano
nei solchi ancora umidi
di carni sottratte
smottamenti di passioni
tintinnii
di lacrime e sorrisi.

1
3 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

L’arrivo

Arrivò dentro l’alba

avevo riposto
in un cassetto
l’ansia copiosa
piegata
accanto al tempo

lei arrivò
inattesa
mi strinse forte
e ci abbracciammo
fu casa
l’abbraccio

dentro gli occhi
sfilava
come una vela
la strada d’una vita
sparsi
in angoli bui
i suoi sorrisi
mai raccolti
nei vicoli
fra i gatti
e tenerezze

solitudini
disegnate sui muri
gocce d’arte
e disperazione
riprendevo con le mani
senza ansia
senza tempo

raccolsi i suoi sogni
tra libri mai finiti
dentro lunghi abiti
di veli e sete

nella borsa
di corda e stoffa
messicana
legai tutti i crucci
strappati all’indifferenza
a fasci
come fili di paglia

fu casa
l’abbraccio.

0
2 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Sogni

L`altra metà del sogno
liberata da occhi stanchi
nasce alla vita
vola sulla tristezza umana
carcere antico
s’accuccia dolce
per non morire
tra lo sguardo ed il verso
di un bambino.

0
2 commenti     recensioni      autore: Carlo Diana

Tu sola

Tu sola
ami così
nutrirci come uno
siamo in due?

fazzoletto di poesia
che apparecchi nella voce
se è voce:

“non di fronte oggi
nutriamoci di fianchi
sfiorati
e lievi movimenti

non sguardi diretti
solo corpi costretti”

percezioni tra le ossa
energie
d’un tatto laterale

incontro sospeso
irradia fantasie
ingoia sicurezze

pensieri stanchi
fusione di fianchi

“squarcia la tua costola
torno dentro di te”.

 

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